«Non era una ragazza come le altre»

«Paola non era un ragazza come le altre, era poco socievole, la si vedeva poco in giro. Amava stare da sola. E non lo dico adesso, Paola era così anche vent'anni fa». A parlare è Rodolfo Villa che per otto anni ha abitato accanto alla famiglia Passalacqua. «Lei per me aveva qualche problema – racconta Villa – ma da lì a pensare a ciò che è successo...». Anche lui non riesce a credere alla morte dei suoi vicini di casa. E tanto meno riesce a pensare a lei in tuta da ginnastica nera e maglietta attillata senza più vita e al suo amico Gino ucciso sul letto da 10 coltellate nella villa di via Adua (nella foto). E poi tutti quei particolari anomali per un suicidio: il nastro adesivo sulla bocca, il lenzuolo steso a terra, i graffi sul collo. «Mi è dispiaciuto tanto – racconta ancora Villa – Gino era davvero una brava persona. Sembra un frase di rito, ma davvero Gino era così. Sempre disponibile, di una generosità infinita». E per meglio chiarire Villa racconta che Luigi Passalacqua gli aveva offerto un box: «Non ha mai voluto nulla, neppure quando i ladri hanno tagliato la saracinesca, mi ha permesso di risarcirlo dei danni».