Eurozona fuori dalla recessione l'Italia ancora no

di Andrea Di Stefano wMILANO L'Europa è fuori dalla recessione con un andamento del Pil migliore del previsto, grazie soprattutto alla Francia che a sorpresa ha registrato un incremento dello 0,5% per la ripresa dei consumi interni. Il Pil dell'area euro e dell'Ue-27 nel secondo trimestre dell'anno ha registrato una crescita media dello 0,3%, superiore di un decimo alla previsione degli analisti. Nel terzo e nel quarto trimestre del 2012 il Pil dell'area dell'euro ha registrato rispettivamente un calo dello 0,1% e dello 0,6%. Anche nell'Ue a 27 e nell'Ue a 28 paesi il Pil ha registrato nel secondo trimestre dell'anno una crescita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente quando era stata registrata una flessione dello 0,1%. È il primo dato positivo dopo sei trimestri consecutivi in calo. Rispetto allo stesso trimestre 2012 il Pil è in flessione dell'1,1% nell'Eurozona e dello 0,7% nella Ue-27. Rimangono in recessione Italia e Spagna (entrambi a -0,2%) mentre a sorpresa il Portogallo ha visto il Pil in aumento dell'1,1% trimestre su trimestre, a fronte di un decremento dello 0,4% nel primo e gli analisti avevano previsto una crescita solo dello 0,1%. L'eccesso di euforia ha spinto il commissario Ue per gli affari economici, Olli Rehn, a mettere subito le mani avanti: la ripresa nell'area euro «è a portata di mano» ma questi dati «positivi» sul Pil nel secondo trimestre dell'anno e «benvenuti», «non devono lasciare spazio ad alcun autocompiacimento»: «Tutti noi sappiamo che ci sono ancora notevoli ostacoli da superare», ha tenuto a sottolineare il vicepresidente della Commissione auspicando che non «ci siano premature dichiarazioni di autocompiacimento che possano far pensare che la crisi sia finita. Tutti noi - ha insistito Rehn - sappiamo che ci sono ancora notevoli ostacoli da superare: la crescita è ancora bassa e i timidi segnali di ripresa sono ancora fragili». Poi, aggiunge, «le medie nascondono notevoli differenze tra gli Stati membri». Rehn, quindi, ha invitato i responsabili politici europei ma anche le parti sociali, gli imprenditori, gli accademici e i commentatori, «a cogliere questa opportunità che si trova di fronte a noi»: «Una ripresa sostenuta è ora a portata di mano ma solo se persevereremo su tutti i fronti nelle risposte alla crisi: mantenere il ritmo delle riforme economiche; riprendere il controllo della nostra montagna di debiti, sia pubblici che privati; costruire i pilastri per una vera e propria politica economica e monetaria dell'Unione Europea, senza scappatoie, dove non possono prosperare i banchieri irresponsabili o i politici miopi». Rehn ha scelto le parole dell'alpinista inglese Edward Whymper (1840-1911) per il suo personale monito: «Non fate nulla con fretta, guardate bene ad ogni passo, e fin dal principio pensate quale può essere la fine». I mercati hanno comunque accolto positivamente i dati sul Pil: lo spread tra BTp e Bund è sceso ulteriormente a quota 238 in una giornata che ha visto il Tesoro tedesco collocare 3,23 miliardi di euro di titoli a 10 anni con il tasso medio in rialzo all'1,80% dall'1,57% dell'asta di luglio. Il segnale di un continuo costante riequilibrio delle scelte dei risparmiatori mentre le Borse hanno chiuso tutte in positivo (salvo la piazza londinese) anche se con pochi decimi percentuali di incremento: Parigi (+0,57%) Amsterdam (+0,52%) e Milano (+0,48%) sono state le migliori con ottimi spunti per le banche a Piazza Affari grazie alla continua lenta discesa del differenziale sui titoli pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA