La Trost all'esordio nell'alto sognando il mito della Simeoni
MOSCA «Certo, non sono venuta qui per una scampagnata, ma voglio divertirmi sportivamente e uscire dalla pedana col sorriso, orgogliosa di aver fatto del mio meglio»: è il biglietto da visita con cui si è presentata a Mosca la friulana Alessia Trost (in foto), fresca campionessa europea under 23 di salto in alto che esordisce oggi a soli 20 anni nei mondiali di atletica sfidando le big nello stadio in cui nel 1980 Sara Simeoni vinse l'oro olimpico con 1,97. Lei quest'anno ha conquistato il titolo con 1,98 e in gennaio ha saltato i 2 metri, un centimetro sotto il primato della Simeoni. «Sì, è un'emozione inesprimibile entrare nello stadio dove degli atleti italiani (Mennea vinse l'oro nei 200, ndr) hanno vinto e fatto la storia dell' atletica» confida. La suggestione che Alessia possa ripetere nella stessa arena l'impresa della Simeoni è forte ma lei frena. «Sì, ho visto i filmati di quel salto storico ma non mi permetterei di commentare neppure da lontano», si schermisce esibendo il rispetto per un mito dello sport. «Posso solo dire che mi ha colpito la gestione della gara, il livello di coinvolgimento», aggiunge. Timida («credo che tutti gli atleti lo siano»), emozionata («ho già la testa alle qualificazioni»), assicura di sentirsi «bene», «tranquilla», «positiva», di aver fatto «tutto ciò che dovevo», recuperando nervosamente anche i tre salti che il 13 luglio le hanno regalato l'oro a Tampere. Spiega di aver «allungato la rincorsa di circa un metro ma con lo stesso numero di appoggi, cambiando i parametri di forza e il modo di correre». Chissà se basterà per farla arrampicare sul podio. Intanto oggi dovrà superare le qualificazioni: 1,95 m la misura di accesso diretto alla finale di sabato.