Caccia, apertura rinviata di 15 giorni
PAVIA L'apertura della caccia è stata rinviata di due settimane per consentire l'inizio del raccolto del riso. Le doppiette inizieranno a sparare domenica 29 settembre su tutto il territorio provinciale, ma i primi due giorni saranno riservati ai cacciatori pavesi. La modifica del calendario venatorio era stata sollecitata da Confagricoltura Pavia. Il direttore Luciano Nieto commenta: «L'annata agraria in corso è particolarmente difficile. La primavera piovosa ha rallentato le operazioni in campagna, a cominciare dalla semina, e quindi ringraziamo la Provincia nella persona dell'assessore Alberto Lasagna per aver accolto la nostra richiesta di proroga». Dunque, l'ultima domenica di settembre saranno circa 3mila le doppiette in azione, cioè quelle residenti nei sei Ambiti territoriali di caccia della provincia. I 9mila provenienti dalle altre province della Lombardia o da altre regioni potranno arrivare e sparare solo dal 1° ottobre. Rimane invece invariata la data d'inizio della stagione venatoria negli istituti privati (aziende agro-turistico-venatorie e faunistico-venatorie) e per la caccia da appostamento fisso: domenica 15 settembre. L'addestramento dei cani è consentito già da sabato. La decisione di posticipare l'apertura della caccia è stata approvata dalle associazioni dei cacciatori già nella riunione della Consulta venatoria. «Abbiamo apprezzato le giornate riservate ai cacciatori residenti in provincia», commentano Federcaccia, Liberacaccia, Arcicaccia, Migratoristi italiani, Italcaccia, Ente produttori di selvaggina ed Enalcaccia. Ma su Internet i cacciatori non sembrano d'accordo. Un cacciatore di Bressana Bottarone, sul sito www.ilbraccoitaliano.net, scrive: «Perché ai singoli agricoltori non interessa nulla del rinvio, mentre per le associazioni agricole è una crociata da riproporre ogni anno? Perché le associazioni venatorie non dicono nulla, ma addirittura cercano di giustificare questo rinvio? Che danno provocherebbe la caccia dal 15 settembre, se non si danneggia nulla dalla metà di agosto girando con i cani?». Un cacciatore di Borgo San Siro aggiunge: «Non trovi un agricoltore che si lamenti per il ritardo delle colture. Trinciano il mais tutto per il biogas e il riso non è così indietro come vogliono far vedere». Da Mulazzano, centro del Lodigiano, una doppietta scrive: «E' la solita vergogna che si consuma ogni anno a Pavia. Per noi che non siamo residenti il rinvio è una manna, ma per la caccia è l'ennesima sconfitta». Umberto De Agostino