Ancora mistero, appelli per la liberazione di Dall'Oglio

BEIRUT Nell'assenza assoluta di notizie, prende vigore in Siria la campagna per il padre gesuita Paolo dall'Oglio. Un raduno per chiedere il rilascio suo e di altri prigionieri dei ribelli jihadisti si è svolto ad Aleppo, dopo uno analogo avvenuto a Raqqa, mentre l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) ha rinnovato l'appello a tutta l'opposizione perché collabori alla sua liberazione. Dal canto suo, il ministro degli Esteri Emma Bonino ha ribadito ieri che «non è confermata» la voce della morte di Dall'Oglio, diffusa dalla leader di un gruppo dell'opposizione di sinistra. L'annuncio si è rivelato come una delle innumerevoli presunte notizie sulla sorte del gesuita che si inseguono da quando è scomparso, ma che nessuno ancora è stato in grado di verificare direttamente. Intanto il conflitto continua a mietere vittime tra i civili. L'ultima carneficina, segnalata dall'Ondus, è stata provocata da un bombardamento con razzi rudimentali compiuto dai ribelli su Salamiya, una cittadina nella provincia di Hama, dove sono morti almeno 16 residenti. Nella stessa regione altri cinque civili, aggiunge l'ong, sono stati uccisi durante la notte da uomini armati non identificati vicino alla località di Morek, dove infuriavano combattimenti tra le forze lealiste e gli insorti. Questi ultimi hanno lasciato sul terreno 12 miliziani. Mentre l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha fatto sapere che sono saliti a 1,9 milioni i rifugiati nei Paesi confinanti - quasi il doppio rispetto allo scorso marzo - la diplomazia rimane paralizzata. Il mediatore internazionale, Lakhdar Brahimi, è a Ginevra per cercare di arrivare alla convocazione di una nuova conferenza di pace preannunciata dalle grandi potenze fin da maggio ma che ancora non si è concretizzata.