Lacchiarella, ferma la bonifica all'ex Omar
LACCHIARELLA Ex Omar, pressing del Comune sulla Regione per riprendere l'iter della bonifica. Dopo la prima parte, la più urgente, che riguardava la messa in sicurezza a seguito del disastro ambientale di fine anni Ottanta, da metà anni Novanta il processo di recupero è praticamente fermo. Piccoli interventi qua e là ne sono stati fatti, ma la seconda parte vera e propria del ripristino non è mai partita veramente. Il Comune attende il via libera del primo lotto dei lavori (circa 5 milioni di euro) e il secondo (di altri 4). «Il tutto, per il momento, è bloccato da un ricorso al Tar presentato da una ditta che aveva partecipato alla gara di appalto – spiega il sindaco Lugi Acerbi –. Ma ci sono anche tante, troppe lentezze burocratiche che ci impediscono di portare a termine l'opera di recupero dell'area». Il Comune, una volta risanata la zona, avrebbe diversi progetti su cui puntare. Ma fino a quando la bonifica va a rilento, impossibile fare alcun passo. Per questo il sindaco è andato di recente in Regione (dopo l'elezione del nuovo consiglio) per perorare la causa davanti ai nuovi inquilini del Pirellone. La tabella di marcia, infatti, è tutt'altro che celere anche senza complicazioni o ritardi ulteriori. La seconda parte della bonifica dovrebbe riguardare il suolo. La durata prevista è di circa 5 anni. La storia di uno dei più grossi disastri ambientali della Lombardia iniziò a metà anni Ottanta, quando a Lacchiarella l'imprenditore Andrea Rossi installò il ciclo produttivo della Petroldragon nell'area dell' ex Omar con l'idea di trasformare i rifiuti in petrolio. Ben presto il procedimento si rivelò inefficace, lasciando dietro di sè un inquinamento di proporzioni gigantesche e anni di procedimenti giudiziari a carico dell'imprenditore/inventore, peraltro alla fine assolto «perchè il fatto non sussiste» dalla maggior parte delle accuse, fra cui associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di rifiuti tossico-nocivi. Sussiste invece la cifra iperbolica servita negli anni a seguire per recuperare il terreno inquinato in parte ancora oggi. Era il 1996 quando, venne deciso il primo atto della bonifica dell'ex fabbrica di Lacchiarella . Un costo che, negli anni, è lievitato toccando la cifra record di oltre 30 milioni di euro. A cui, oggi, se ne aggiungono altri nove. Solo fra il 1996 e 1999 sono stati recuperati e smaltiti circa 60 mila tonnellate di rifiuti tossico nocivi contenute in oltre 100 serbatoi. La maggior parte dei soldi per il ripristino dell'area è stata messa dalla Regione.(g.s.)