Il Pdl: una riflessione che apre spazi significativi
di Vindice Lecis wROMA Il Pdl chiedeva un segnale forte su clemenza e agibilità che non c'è stato nelle dimensioni che si attendevano. Napolitano, oltre ad aver ribadito che le sentenze si rispettano, ha detto che non scioglierà le Camere e che nessuna domanda di grazia gli è arrivata (anche se la vaglierà con attenzione, nel caso), rimandando la palla nel campo del Pdl. Che si accontenta e rilancia, segnalando alcune aperture e quelli che, molti dei suoi esponenti, definiscono «spiragli». Nel giorno in cui lo stato maggiore del Pdl ha dovuto anche assorbire l'annuncio di Marina Berlusconi di non volersi occupare del partito e sostituire così il padre, la prima reazione è stata affidata a Fabrizio Cicchitto, che intravede aperture: riferendosi alla nota di Napolitano, parla di «prima riflessione sul tema drammatico costituito dalla condanna di Silvio Berlusconi e tenendo conto di ciò essa lascia aperti spazi significativi per quello che riguarda il futuro». L'ex capogruppo alla Camera insiste su «un esplicito riconoscimento del ruolo politico di Berlusconi evidentemente dipendente dalle scelte della sua forza politica. Di conseguenza reputo che bisogna misurarsi con questa prima presa di posizione del presidente della Repubblica con senso di responsabilità e spirito costruttivo». Anche Mariastella Gelmini si «riconosce nella nota del capo dello Stato» perché pone il problema politico e non personale del leader del Pdl. Secondo la fedelissima Michaela Biancofiore Berlusconi potrebbe anche a questo punto indirizzare al capo dello Stato una domanda di grazia. Tutte le altre dichiarazioni degli esponenti del Pdl, da Gasparri a Matteoli, inneggiano alla possibilità di trovare una soluzione. Il Pd è intervenuto con il segretario Guglielmo Epifani schierato decisamente al fianco di Napolitano per la sua dichiarazione «opportuna viste le pressioni che si sono create anche indebitamente». A Epifani è piaciuto in particolare il passaggio sulla divisione dei poteri e «la presa d'atto delle sentenze definitive». Anche l'europarlamentare del Pd Gianni Pittella plaude al capo dello Stato che costringe «il Pdl a dimostrare di non essere un partito padronale sostenendo il governo e a non condannare il Paese al caos». Soddisfatti il senatore dell'Udc, Pier Ferdinando Casini e Benedetto Della Vedova, di Scelta Civica. Decisamente negativo invece il giudizio del M5S che, poche ore prima, aveva minacciato l'impeachment per Napolitano in caso di annuncio di clemenza al Cav. «Parole pilatesche che lasciano aperte un interrogativo quando dice che se dovesse arrivare una richiesta di grazia la valuterà» commenta il senatore Vito Crimi. Il Pdl ora si trova davanti a un bivio anche dopo l'annuncio di Marina Berlusconi a non volersi impegnare in politica. «Devo ribadire ancora una volta, e nel modo più categorico - ha precisato il presidente di Fininvest in una nota - che non ho mai preso in considerazione l'ipotesi di impegnarmi in politica». La precisazione arriva dopo le continue indiscrezioni di stampa, e le sollecitazioni di una gran parte della destra, circa un possibile impegno in campo politico dell'imprenditrice ai vertici del Pdl guidato dal padre, Silvio Berlusconi. «Dal momento che ogni mia dichiarazione non è servita finora a fermare le voci su una possibile candidatura - recita la dichiarazione completa - devo ribadire ancora una volta, e nel modo più categorico, che non ho mai preso in considerazione l'ipotesi di impegnarmi in politica. Mi auguro che di questa ulteriore smentita prendano atto anche quanti continuano ad attribuirmi un'intenzione che non ho mai avuto e che non ho». In questo modo si sono spente le speranze dei «falchi» più agguerriti del Pdl come Giuliano Ferrara e Daniela Santanchè che avevano puntato su di lei per il dopo Silvio. Nel Pdl, che sta per tornare sotto le sembianze di Forza Italia, evidentemente la successione è in atto. Anche se il vecchio alleato Umberto Bossi ritiene che dopo la sentenza «Berlusconi non è finito, anzi è più forte». ©RIPRODUZIONE RISERVATA