Ripresa alle porte, lo spread va giù
di Andrea Di Stefano wMILANO Non c'è rischio crisi di governo per spread e mercati. Il susseguirsi di segnali di consolidamento della ripresa sta mandando a tappeto il differenziale tra Bund e BTp che ha toccato i minimi degli ultimi due anni nonostante Bankitalia proprio ieri abbia aggiornato il record negativo sul debito pubblico italiano. A giugno l'Italia ha toccato i 2.075,1 miliardi di debito delle pubbliche amministrazioni in aumento, però, «di soli 0,6 miliardi rispetto al mese precedente», come sottolineato nel supplemento di Bankitalia "Finanza pubblica, fabbisogno e debito". Alla frenata nella crescita del debito ha contribuito l'ottimo andamento delle entrate tributarie che «nel mese di giugno sono state pari a 46,3 miliardi, in aumento del 21,5% (pari a 8,2 miliardi) rispetto a quelle dello stesso mese del 2012 (38,1 miliardi)», continua Bankitalia. Senza l'esborso dei finanziamenti al sistema di salvataggio europeo utilizzato per Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo lo stock del debito sarebbe in realtà calato. Nei primi sei mesi dell'anno le entrate tributarie sono state pari a 189,436 miliardi di euro, in aumento del 5,15% dai 180,159 miliardi del periodo gennaio-giugno. Un andamento che ha sicuramente contribuito ad un'altra giornata positiva per lo spread: in modo quasi inesorabile nelle ultime tre settimane il differenziale è calato di pochi punti ogni giorno toccando ieri i 245,5 punti, il minimo dal 22 luglio 2011. Dal record storico dei 575 punti base di novembre 2011, nei giorni della fine dell'esecutivo Berlusconi, il differenziale è passato per la "soglia-Monti" a quota 287, ha rivisto quindi un nuovo record negativo sopra la quota dei 500 punti a luglio 2012. Gli analisti ieri sono arrivati ad ipotizzare che già alla fine del mese lo spread potrebbe avvicinarsi alla soglia dei 200 punti. Il Tesoro ieri mattina ha collocato Bot a scadenza annuale per 7,5 miliardi di euro al tasso dell'1,053%, in calo dello 0,025% rispetto all'asta precedente, con una domanda pari a 1,49 volte l'importo offerto. Nell'area euro sono attesi i dati preliminari sul Pil nel secondo trimestre: il Pil potrebbe salire di 0,3%, evitando il segno negativo per la prima volta dopo un anno e mezzo, consolidando così il clima di fiducia su una possibile ripresa nel terzo e quarto trimestre. A sostegno di questa ipotesi ieri e' arrivato il dato sulla crescita del pil giapponese che nel secondo trimestre ha registrato un incremento del 2,6%. ©RIPRODUZIONE RISERVATA