L'ambulanza di Vittorio Necchi
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale erano moltissime le associazioni, di qualsiasi tipo, che dovevano riorganizzarsi in seguito a eventi così disastrosi. I mezzi finanziari però erano pressoché inesistenti. Fra queste, a Pavia, si trovava la Croce Verde. Aveva prestato servizio onorevole durante i tristi eventi bellici che avevano funestato la città, aveva logorato tutti gli automezzi di cui disponeva; nella sede di via Boezio, spesso non si sapeva come rispondere ad una chiamata di servizio, sia per l' indisponibilità di autolettighe che, addirittura, per mancanza di benzina. La dotazione in quei momenti si limitava a due vecchissime autolettighe, una Fiat Balilla e una Fiat 1100, che avevano sulla gobba centinaia di migliaia di chilometri e centinaia di rattoppi. C'era anche una vettura, un residuato bellico (una vecchia Opel) lasciato dall'esercito tedesco in rotta e riadattato dai volontari stessi, nell'officina interna, come ambulanza. In questa situazione grave, il direttivo dell'Associazione decise di lanciare una sottoscrizione fra i pavesi tendente a raccogliere fondi per acquistare almeno un'ambulanza nuova. La risposta dei cittadini non si fece attendere: l'entusiasmo dei militi nel caldeggiare la raccolta fu premiata, al punto che si poterono ordinare alla ditta Fissore, specializzata in quel settore, non una bensì due autoambulanze attrezzate. La sorpresa fu al momento della consegna delle vetture: non erano due, le lettighe consegnate erano tre! Era successo che durante la raccolta dei fondi tutti i militi volontari ne parlassero sempre e con chiunque potesse essere di aiuto. Anche l'industriale pavese Vittorio Necchi venne coinvolto dal suo autista, anch'esso milite volontario della Croce Verde. La cosa non cadde nel vuoto: Necchi provvide lui stesso ad ordinare la terza macchina e donarla al sodalizio. La consegna ufficiale delle tre ambulanze avvenne in piazza del Duomo, con la benedizione del vescovo monsignor Carlo Allorio e la partecipazione di moltissimi cittadini. La Croce Verde in segno di riconoscimento nominò Vittorio Necchi "Presidente onorario" del sodalizio. Agostino Faravelli