Pugile dilettante uccise donna Nessun indennizzo ai familiari
MILANO Come se «piombasse sulla Terra un meteorite, una scheggia impazzita, ma ciò che è anche più difficile da spiegare a quelli che restano, ai familiari, è che non avranno giustizia». Così l'avvocato Fabio Belloni parla di quell'omicidio atroce e inspiegabile che lasciò Milano senza parole il 6 agosto 2010, quando un pugile dilettante ucraino uscì di casa per ammazzare la prima donna che avrebbe incontrato e colpì con un raffica di pugni al volto Emlou Arvesu, filippina di 41 anni. Sono passati tre anni, per il pugile Oleg Fedchenko è arrivata nel 2012 l'assoluzione per incapacità di intendere e di volere al momento del fatto, e per il marito e i due figli della donna nemmeno un indennizzo. «Non hanno ricevuto alcunché e nessuno delle istituzioni si è più fatto avanti per dire, ad esempio, costituiamo un fondo per loro», ha detto il legale ricordando come «non sia prevista per gli enti locali in Lombardia neanche una polizza assicurativa per risarcimenti in casi del genere. Polizza che c'è invece in altri Paesi europei sulla base di una raccomandazione dellaUe».