La maratona è d'argento con la rinata Straneo
MOSCA Comincia bene per l'Italia il Mondiale di atletica a Mosca. Nella maratona femminile la 37enne Valeria Straneo, la donna cha da quando le è stata asportata la milza ha cominciato a volare, conquista la medaglia d'argento dietro solo alla keniana Edna Kiplagat, campionessa in carica avendo vinto anche due anni fa a Daegu. La Straneo ha sempre guidato il gruppo. Sin dai primi chilometri è scatenata, malgrado la temperatura, vicina ai 30 gradi, consigli prudenza. Vola e screma il gruppo. Controlla la gara intorno ai 20 chilometri, poi spinge ancora. Alle sue spalle rimangono in tre: l'etiope Melkamu, la keniana Kiplagat, e la giapponese Fukushi. Dietro si comporta bene anche Emma Quaglia: la sua è una gara di rimonta. Costante. Prima del 31º km la Straneo entra nell'area magica: la giapponese Fukushi si stacca, e l'azione dell'azzurra produce la riduzione a tre delle atlete di testa. Correndo verso lo stadio Luzhniki è come in una prova ad eliminazione, dopo due chilometri si stacca anche Melkamu, e al 32º km rimangono solo in due davanti: l'italiana, davanti alla campionessa del mondo uscente. Anche la Quaglia risale in modo impressionante: finirà sesta. La Kiplagat è sempre incollata all'italiana, ma è chiaro che ha carte diverse da spendere. Il cambio di marcia arriva ben oltre il 40º km. Valeria è sempre lì, anche se adesso non detta più il ritmo ma insegue a 30 metri di distanza. L'ingresso nello stadio - vince Kiplagat in 2h25'44" - completa l'opera dell'alessandrina, che riporta la maratona femminile italiana sul podio mondiale, d'argento, 18 anni dopo Ornella Ferrara (bronzo a Goteborg 1995). Il bronzo va alla giapponese Fukushi. Per il resto, la giornata ha fornito le delusioni di Gibilisco e Stecchi, subito fuori nell'asta, e della 20enne Darya Derkach nelle qualificazioni del lungo donne (un solo salto valido, misurato 6,16). Nel martello il capitano Nicola Vizzoni ha conquistato la sua quinta finale mondiale su 9 partecipazioni. Passa alla semifinale negli 800 invece Giordano Benedetti, che oggi cerca la finale.