Il progetto sociale di Marta in Africa

MEDE Mede e l'Uganda, uno dei paese più poveri dell'Africa sono sempre più legati. Lo sono da quasi una trentina d'anni, quando il medico di Mede Pierluigi Rossanigo si è trasferito nella zona nord est del paese, quella dove vive l'etnia karimojon. Un legame che si è rinsaldato di recente grazie alla passione e alla volontà di alcuni giovani medesi. E'il caso degli scout di Mede. Alcuni sono già stati lì nelle scorse settimane, ma pensano già a tornare in quella terra. L'ultima comitiva ha visto arrivare in Africa uno dei capi scout di Mede, il 37enne Andrea Ferraris, accompagnato dalla giovane studentessa di scienze politiche a Pavia, Marta Mogni, 24 anni e dal suo fidanzato Stefano Bertolini. Ora Marta , che sognava fin da bambina di andare in Africa ed ha già fatto viaggi "sociali" con gli scout in Brasile e Bosnia, ha avviato un progetto di ricerca universitario in base alla sua esperienza: «Siamo rimasti una decina di giorni in Uganda, girando sempre ed accompagnati dal nostro compaesano Rossanigo - racconta la Mogni che si sta specializzando negli studi di scienze politiche dell'Africa e dell'Asia e vorrebbe partecipare al bando per il fondo cooperazione e conoscenza per fare la tesi in un paese in via di sviluppo - In Uganda abbiamo girato come dei pazzi, Kampala, Moroto e Matany e alcuni villaggi vicini, siamo stati ospiti dei padri e delle sorelle comboniani sia a Kampala che a Moroto. Un'esperienza unica in mezzo a persone in difficoltà e povertà. Il sorriso dei bambini però dà una forza unica che ripaga gli sforzi del viaggio». Insomma il "mal d'Africa", quello che provoca l'innamoramento per questa terra per chi la vede, ha già colpito anche la giovane studentessa e scout di Mede. «Sto già pensando di tornare - racconta Marta Mogni, che per l'università ha preparato una relazione sulla malnutrizione in Uganda - Ma il mio progetto non finisce qui. Sto preparando alcune puntate per la radio del campus universitario di Pavia e poi, sempre in collaborazione con l'emittente dell'università, vorrei aprire un blog dove si parla dell'Africa». Sandro Barberis