Blocco stipendi, statali in rivolta

ROMA Lavoratori della sanità e della scuola in trincea: dopo il via libera definitivo da parte del governo al regolamento che proroga alla fine del 2104 il blocco della contrattazione e degli automatismi degli stipendi per i pubblici dipendenti, i sindacati si preparano a dare battaglia e annunciano «un autunno caldissimo». L'Usb risponde con lo sciopero generale il 18 ottobre e avverte: «I lavoratori pubblici non ci stanno ad essere rosolati a fuoco lento, dunque scenderanno in piazza con rabbia e determinazione». Le organizzazioni sindacali della scuola sono sul piede di guerra. La scelta fatta dal governo è ritenuta «inaccettabile» sul piano del merito e della procedura tanto da Cgil-Cisl-Uil, quanto da Gilda, Cobas, Cub, Usb. «Siamo pronti a tutte le iniziative di mobilitazione fino allo sciopero generale», dichiara il segretario generale della Flc Cgil Mimmo Pantaleo. «Ci attendiamo una convocazione del governo per discutere e trovare le soluzioni», gli fa eco il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna. Sulla stessa linea i medici. Il governo - attacca il segretario nazionale del sindacato dei medici dirigenti Anaao Assomed, Costantino Troise - colpisce i dipendenti pubblici, ma non le pensioni d'oro, intoccabili». E in questo modo «colpisce al cuore servizi fondamentali quali la sanità e l'istruzione». Sul tema delle pensioni d'oro interviene anche la Cisl, con una nota del segretario confederale Maurizio Petriccioli: «In un periodo di grave crisi economica, in cui i redditi di milioni di persone vedono ridotto sensibilmente il loro potere di acquisto, gli importi delle pensioni d'oro che spesso si cumulano anche con consulenze molto redditizie, rischiano di vanificare il principio solidaristico che è alla base del nostro sistema previdenziale».