Illuminati e resistenza si contendono Pavia
Il centro storico di Pavia è una macchia verde quasi uniforme. E' territorio degli Illuminati, i loro portali (i punti strategici segnati sulla mappa) sono difficili da conquistare. La Resistenza (la fazione opposta) domina in Borgo. Situazioni in continuo aggiornamento. Fra i punti più ambiti della città c'è la stazione. Può capitare di vedere persone ferme con gli occhi puntati su una mappa aperta sul cellulare (niente iphone, il gioco è per Android): probabilmente stanno "combattendo" per conquistare la stazione. Anche piazza Minerva è punto conteso. Ma non c'è solo Pavia. San Martino è una macchia azzurra: è territorio della Resistenza. Così anche Bereguardo, Battuda e Trivolzio. Anche Vigevano è controllata dalla Resistenza. Voghera ha cambiato dominio proprio ieri pomeriggio, passando quasi totalmente agli Illuminati. Da Mezzanino il Po è «illuminato», Casteggio è terra di resistenza, Broni invece è un puntino verde. di Marianna Bruschi wPAVIA Immaginate di vedere sulla mappa di Pavia due schieramenti muoversi nella notte. Niente buoni o cattivi, un richiamo piuttosto alla tradizione dei giochi di ruolo. Gli Illuminati, di colore verde. E la Resistenza, in blu. Una conquista della città, con chilometri da macinare, tenendo tra le mani uno smartphone e il gioco di realtà aumentata «Ingress». Una mania che ha contagiato anche Pavia. Disponibile dal novembre 2012 il gioco di Google si basa su una sorta di invasione aliena. In breve. La fazione degli Illuminati è a favore di una nuova energia che considera utile al progresso del pianeta. La Resistenza si oppone a questo cambiamento. «E' un po' come il confronto fra conservatori e progressisti – spiega Sergio Faraglia, 42 anni tra i giocatori pavesi più attivi – ma non c'è niente di politico in questo gioco». Come funziona? Le due fazioni devono conquistare punti chiave della città, indicati come «portali», punti significativi della mappa che solitamente coincidono con monumenti e che devono comunque essere luoghi pubblici. Questi «portali» possono essere collegati fra loro per rendere più compatto il territorio delle fazioni. La battaglia è tutta sullo schermo: si combatte a suon di armi e scudi virtuali con un click sul cellulare. «E per farlo bisogna essere fisicamente sul posto – spiega Pietro Pace, tra gli Illuminati – e possibilmente in più persone». E' un gioco dove la socializzazione diventa fondamentale, ci si incontra, si gira insieme per la città per raggiungere gli obiettivi del gioco. La novità rispetto agli altri videogiochi è che si deve essere presenti in strada, non si può stare seduti alla scrivania davanti al pc. «Si buttano giù almeno un paio di chili la prima settimana», spiegano i giocatori pavesi. «All'inizio più che giocare si aiutavano gli sviluppatori – spiega Davide Romagnoli, 26 anni, nella Resistenza – da febbraio ha iniziato a popolarsi». Il giovedì sera è appuntamento quasi fisso per un gruppo di amici «illuminati». Si parte da piazza Duomo. C'è una pioggia leggera e in pochi si avventurano in centro. Il gruppo cammina a testa bassa, gli occhi puntati sul cellulare. Fabrizio Vai, 44 anni, ha nello zaino una batteria che si è costruito da solo collegata al cellulare. «Perché il problema è che il gioco consuma molto – spiega – bisogna essere attrezzati». Luca Bolognini, 42 anni, ha con sé tre batterie di riserva. Il più giovane del gruppo è Angelo, 21 anni, e con loro c'è Sergio Faraglia. Il suo nickname è ricorrente nel gioco: è tra quelli che ha creato più portali in città. Come? Si scatta una foto, si indica il punto sulla mappa e la si manda a Google. Che poi decidere se accettare. Marco Vannini, 43 anni, e Alberto Civardi, 48, arrivano dal milanese. «L'età media dei giocatori è piuttosto alta – raccontano – le donne sono poche ma ci sono. E sono nate anche delle coppie». La Resistenza pavese non ha un ritrovo fisso. «Ci incontriamo a seconda delle azioni dell'altra fazione – spiega Romagnoli – Noi abbiamo molti agganci fuori città e riusciamo ad essere anche 20 in una sera». Una birretta in piazza, e poi si parte. Niente maschere o spade, niente dadi da tirare. Cellulare, batterie, la ricerca del wifi e l'occhio attento a cercare sulla mappa macchie verdi o blu.