La Regione a Bosone «Ferma l'inceneritore con indagine medica»
CORTEOLONA Uno studio epidemiologico, un'analisi sulla salute dei cittadini della Bassa che dovrebbe essere effettuata dall'Asl. E' questa "l'arma potentissima", come la definisce l'assessore regionale Claudia Maria Terzi, che Palazzo Lombardia ha messo nelle mani della Provincia. «Ora spetta all'amministrazione provinciale cogliere questa opportunità per fermare il triplicamento dell'inceneritore di Corteolona», sostiene Terzi a cui non sono piaciute le affermazioni del presidente della Provincia Daniele Bosone che «è anche stato parlamentare, ma sembra non conoscere la differenza tra rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali». E a Corteolona entrano solo rifiuti speciali, post raccolta differenziata, CSS, combustibile solido secondario. Bosone aveva parlato di una decisione, quella regionale, «grottesca, incoerente e incurante del parere del territorio, contrario all'ampliamento». Affermazioni che l'assessore regionale rimanda al mittente, ricordando che «Regione Lombardia ha fatto tutto quello che era in suo potere per evitare l'ampliamento dell'impianto», ma che esiste una «normativa europea che pone vincoli stringenti che non si possono infrangere, visto che i rifiuti speciali sono considerati merce che può circolare liberamente». Ma la Regione, insiste Terzi, ha anche «offerto alla Provincia gli strumenti per fermarlo». Una serie di prescrizioni a cui andrebbe subordinato il rilascio dell'Aia. "Non era nostra competenza avviare un'indagine epidemiologica che valuti gli effetti dell'impianto sulla salute della popolazione – spiega l'assessore -. Il nostro compito era di valutare il progetto dal punto di vista tecnico». Un rimpallo di responsabilità che non piace alla Provincia. «Valuteremo se presentare ricorso – replica l'assessore provinciale all'ambiente Alberto Lasagna -. La Regione, se aveva sospetti, avrebbe potuto benissimo chiedere preventivamente lo studio epidemiologico. Ma non ci nascondiamo dietro un dito e faremo tutto quello che è in nostro potere per fermare il triplicamento. A2A dovrà presentare il progetto, poi verrà avviata l'Aia che si dovrebbe concludere entro sei mesi, ma che potremo sospendere per chiedere all'Asl di avviare l'indagine che avrà tempi decisamente lunghi». Insomma, dopo l'autorizzazione regionale al nuovo impianto di A2A Ambiente, la battaglia ora è tutta politica. E la Regione è chiara: «L'ultimo atto tocca alla Provincia: non faccia lo scaricabarile». «Il riferimento degli amministratori pavesi al piano rifiuti provinciale, che si occupa solo di rifiuti solidi urbani e di cui condivido gli obiettivi di aumento della raccolta differenziata, non centra nulla con Corteolona – insiste Terzi -. Facciano pure il ricorso al Tar, ma noi ci siamo impegnati per risolvere concretamente i problemi». Stefania Prato