«Il Comune non riuscirebbe a vigilare sugli appartamenti»
PAVIA Dieci persone indagate, 360 appartamenti sotto sequestro e accuse che vanno dall'abuso edilizio all'abuso d'ufficio. A tutto questo adesso si aggiunge, per il costruttore delle palazzine al Cravino, l'ostacolo della decisione del gip, che nel rigettare la richiesta di dissequestro ha anche "cassato" la convenzione che l'imprenditore aveva stretto con il Comune. In sette pagine, il giudice Anna Maria Oddone spiega i motivi. La ragione principale, per il gip, sta nel fatto che la convenzione è stata firmata quando le case erano già costruite. E che quindi quell'atto non può sanare un abuso, dice il magistrato, già commesso. Ma il giudice si sofferma anche su altri aspetti, per spiegare il proprio «no» al dissequestro. Come il fatto che la società, nella convenzione, si assume la responsabilità dell'affitto a studenti e personale dell'Università anche per gli acquirenti che non volessero aderire alla convenzione. «Ma questo significa – dice il gip – che la società è conscia di avere venduto delle importanti porzioni dei fabbricati in questione a terzi soggetti, per i quali è assai dubbia l'efficacia dell'impegno a rispettare la destinazione a servizio pubblico». Il Comune, inoltre, nella convenzione si candida a controllare che l'impegno venga rispettato. Ma, secondo il giudice, la convenzione non spiegherebbe le modalità e gli strumenti con cui questo obbligo dovrebbe essere fatto rispettare. «Quando anche i terzi si obbligassero al rispetto della convenzione, il Comune si troverebbe sempre di fronte a difficoltà nel momento in cui volesse imporre coattivamente il rispetto della destinazione dei fabbricati; si legge ancora nel documento di Anna Maria Oddone. E, infine, il 30 per cento degli immobili (una settantina sono stati infatti già venduti), «resterebbe nella disponibilità di persone che non rientrano nella categoria di soggetti universitari». La necessità di una convenzione, va detto, era stata suggerita dal parere del professor Guido Greco, a cui il Comune si era rivolto per avere indicazioni. Ma era stata ritenuta insufficiente a dare legittimità al permesso di costruire dal docente Aldo Travi, che aveva prodotto, dopo la richiesta di parere, due relazioni. Una, affidata a una lettera "riservata" e indirizzata solo al sindaco Alessandro Cattaneo, era rimasta segreta. La giunta ne era venuta a conoscenza dopo la firma della convenzione tra il Comune e la società Green campus . Anche quei due pareri sono stati depositati dal pubblico ministero tra gli atti dell'indagine. (m. fio.)