Famiglie in crisi, non solo stranieri

MORTARA Nel 2008 i mortaresi non si rivolgevano al centro di aiuto alla vita del centralissimo corso Garibaldi. Ora sì. Le difficoltà economiche non causano l'indigenza solo di una fetta dei tanti stranieri che popolano Mortara, quelli regolari sono 2118 su una popolazione di 15mila 712 residenti, ma anche degli italiani. Così il centro di aiuto alla vita, nato nel 1979 grazie al professore Pierangelo Martinoli e che fa riferimento alla vicina parrocchia di Santa Croce, negli ultimi due anni ha aperto le porte anche alle famiglie italiane: «Sono soprattutto persone che hanno perso lavoro e chiedono un aiuto – spiegano le volontarie del centro coordinate da Paolo Martinoli, figlio del fondatore – oppure famiglie che restano con un solo genitore a causa dell'abbandono di uno dei due partner. Generalmente il marito». Il centro di corso Garibaldi ha tre aree di competenza: neonatale, bimbi e adulti. Per i neonati ogni primo lunedì del mese avviene la distribuzione di latte e pannolini, gli altri giorni quella di abiti. Per i bambini tutti i lunedì dopo il primo del mese dalle 15 alle 18 distribuzione di vestiti. Per gli adulti ogni mercoledì e venerdì c'è la distribuzione di vestiti, dalle 17 alle 18, per gli adulti. Qualche dato però inquadra meglio la situazione. Nel 2012 i neonati seguiti dal centro di corso Garibaldi sono stati 60, di cui 7 italiani. Le volontarie seguono le madri fin dalla gravidanza e poi forniscono loro quanto possibile (vestiti, cibo, pannolini) per la crescita del bambino nel primo anno. Nel 2013, a fine luglio, ci sono già state 22 richieste d'aiuto. E per la ripresa dell'attività ne sono programmate 5. «E' come fossero figli nostri – raccontano le volontarie – purtroppo tre mamme che dovevamo seguire negli ultimi mesi hanno avuto aborti spontanei». I bambini (1-12 anni) seguiti sono 230 e poi ci sono diversi adulti: «Spesso sono i genitori dei bambini che già seguiamo che hanno bisogno di vestiti per loro o per altri figli adolescenti» evidenziano le addette del centro. Ma come fa a funzionare questa struttura? Soprattutto con la generosità di chi aiuta il centro come Carmen Germano, la famiglia di Rosanna Camera, don Giovanni Zorzoli, don Gianna Camana, alcune maestre delle scuole di Mortara e la Croce Rossa di Mortara. Il Comune contribuisce con 500 euro l'anno. Sandro Barberis