Cala il ricorso alla cassa integrazione

ROMA È ancora in calo, a luglio, il ricorso alla Cassa integrazione, con una flessione ampia, e per il terzo mese consecutivo: un dato che per gli esperti si affianca ai timidi segnali di ripresa che si cominciano a registrare sul fronte della crisi. A luglio il numero di ore di Cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 80,6 milioni, in diminuzione del 30,3% rispetto allo stesso mese del 2012 quando erano state 115,7 milioni, e dell'11% rispetto a mese precedente, giugno, quando erano già scese a 90,7 milioni. «Per il terzo mese consecutivo registriamo un calo delle richieste e autorizzazioni della Cassa integrazione ordinaria con una decisa diminuzione anche della Cassa straordinaria», commenta il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, secondo cui «si tratta di una diminuzione consistente che potrebbe confermare i timidi segnali di ripresa produttiva, intravisti per la seconda metà dell'anno». Ma sono comunque dati - avverte - che «non possono far dimenticare la gravità della crisi, ribadita dai dati sulla disoccupazione». Dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, intanto, arrivano rassicurazioni sul nodo aperto del finanziamento della Cig in deroga: «A settembre rimetteremo mano alla questione della Cassa integrazione in deroga rifinanziandola, perché con la continuazione della crisi la situazione resta molto difficile, onoreremo questo impegno», garantisce. Un miliardo e mezzo da mettere in campo dopo l'estate «è una cifra possibile, realistica, che certamente aiuterebbe molte imprese e lavoratori a superare momenti di difficoltà e che porterebbe ad oltre 3,5 miliardi di euro le risorse che questo governo metterebbe in campo sul fronte degli ammortizzatori sociali». Per settembre, il ministro annuncia anche una nuova tranche di interventi per gli esodati, per una platea di «20-30 mila» persone. Più in generale sul fronte della crisi anche Giovannini vede segnali di ripresa: dopo un Pil ancora negativo nel secondo trimestre, «ci sono indicatori di fiducia e ordinativi positivi» e per «il terzo e quarto trimestre» è previsto un «segno congiunturalmente positivo»; c'è un «ottimismo aumentato nelle famiglie» e «maggiore fiducia degli imprenditori, la voglia di superare la recessione sta diventando più concreta».