Rapinato dell'incasso della festa Pd

di Adriano Agatti wMARCIGNAGO Minacciato con pistola e mazza da baseball e rapinato sotto casa dell'incasso della festa del Pd di Marcignago. L'ex consigliere regionale Carlo Porcari è stato costretto a consegnare una busta con seimila euro in contanti da quattro banditi che sono fuggiti a bordo di un'Audi A4 scura. I carabinieri hanno aperto un'inchiesta per scoprire i responsabili di una classica rapina favorita da un basista. La rapina è stata messa a segno verso le 3 della notte tra domenica e lunedì. «Era l'ultima serata della festa del Pd a Marcignago – racconta Carlo Porcari – ed era andata molto bene. Abbiamo avuto un'affluenza di circa 500 persone. Abbiamo finito poco dopo la mezzanotte ma siamo stati a sistemare le ultime cose sino alle tre ed ero molto stanco. Ho preso il denaro dell'incasso perchè a quell'ora non si poteva versare in una cassa contina. Mi sono fatto dare una borsa di quelle con la scritta «vota Ambrosoli» dove ho messo dentro il denaro. Sono salito sulla mia Audi A4 e sono ritornato verso casa, sempre a Marcignago. Mia moglie è partita qualche istante dopo al volante della sua auto». Probabilmente vicino all'ingresso degli stands della festa del Pd c'era qualcuno che stava tenendo sotto controllo la situazione. Quando Porcari è uscito ha avvisato i complici con il telefono cellulare. «Sono arrivato davanti a casa al Villaggio Europa - racconta l'esponente del partito Democratico – e ho visto arrivare da Pavia un'Audi scura. La loro auto si è fermata davanti alla mia e sono scese quattro persone che hanno lasciato le portiere spalancate. Erano tutti incappucciati, uno aveva una pistola, l'altro una mazza da baseball e i complici non erano armati. Ho capito subito cosa volevano». Carlo Porcari ha preso la borsa con il denaro e l'ha consegnata ai banditi. Uno di loro gli ha poi fatto cenno di consegnare l'orologio. «L'ha preso in mano per il cinturino – continua il racconto di Porcari – ma non gli è piaciuto e me l'ha riconsegnato. Probabilmente si è accorto che non aveva un gran valore». «Sali in auto», ha ordinato uno dei rapinatori. Carlo Porcari è risalito sulla sua auto ed è stato chiuso all'interno con la chiave del telecomando. Qualche istante prima era arrivata la moglie che aveva visto gli uomini mascherati, aveva fatto marcia indietro ed era ritornata verso gli stands del Pd ad avvisare gli ultimi esponenti rimasti. I rapinatori l'hanno vista, sono risaliti sulla loro auto e sono fuggiti verso Pavia. La moglie dell'esponente del Pd ha preso le chiavi di riserva della vettura e ha «liberato» il marito. Poi è scattato l'allarme con le telefonate sia al 112 dei carabinieri che alla sala operativa della questura. E' scattata la caccia all'Audi scura dei banditi ma non c'è stato niente da fare per rintracciarla. I banditi hanno avuto il tempo sufficiente per allontanarsi dal paese e, probabilmente, anche dalla provincia. «Dalle poche parole che hanno pronunciato – conclude Porcari - penso fossero italiani. Addirittura lombardi. Non posso dire di più. In ogni caso è evidente che qualcuno li ha avvisati: per fortuna non è successo nulla di grave».