Dorno, litiga col compagno e brucia casa

di Anna Ghezzi wDORNO Ha litigato col compagno, poi ha cosparso la casa di liquido infiammabile e ha appiccato il fuoco all'appartamento, situato in una palazzina di via Vittorio Veneto, al primo piano. Le fiamme hanno avvolto l'alloggio in cui abitavano Clary Tejada Jomi, 34 anni, dominicana, e il compagno 29enne, un tatuatore di origini brasiliane. I vigili del fuoco sono riusciti a spegnere l'incendio solo dopo alcune ore e l'alloggio è stato dichiarato inagibile. Non si è salvato quasi nulla. La donna è stata denunciata per danneggiamento e calunnia. La giovane aveva inizialmente cercato di incolpare dell'incendio il compagno. Ma l'uomo, dopo la sfuriata, era uscito con alcuni amici: pare che il motivo scatenante della furiosa discussione fosse proprio la decisione del 29enne di uscire con gli amici a quell'ora, l'una di notte circa. I carabinieri di Garlasco erano stati chiamati dai vicini per una lite verso le due del mattino. Urla, strepiti. Secondo una prima ricostruzione la donna avrebbe dato fuoco all'appartamento al primo piano pensando che il compagno fosse all'interno. Ha cosparso il pavimento con un liquido non ancora identificato, ma altamente infiammabile, e gli ha dato fuoco. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri di Vigevano. La 34enne si è procurata ustioni di secondo grado sulle dita delle mani e sulle piante dei piedi, ferite giudicate guaribili in 20 giorni che secondo gli investigatori sarebbero un'ulteriore prova della colpevolezza della donna. L'allarme era stato dato anche su Facebook, sulla pagina "Tutti quelli di Dorno" dove una vicina di casa racconta: «Ho sentito delle urla e poi le fiamme. Mi brucia ancora la gola e tossisco». Sul posto è arrivata anche un'ambulanza del 118. La casa di ringhiera, ristrutturata negli ultimi anni, su un lato risulta devastato dal violento incendio doloso. I due protagonisti dell'incendio non si sono visti ieri mattina nella zona teatro della lite finita in incendio: «Non sappiamo dove sono», sottolineavano alcuni residenti della zona. In tanti passavano in bicicletta vicino alla strada dell'incendio notturno curiosando e indicando la finestra annerita dal fuoco, ben visibile passando. Dentro il cortile comune della casa di ringhiera poco prima dell'ora di pranzo non c'era nessuno. Sul ballatoio però tre uomini al lavoro, uno di loro è il vicino di casa. I suoi muri combaciano con quelli della casa della coppia di latinoamericani. «Era quasi l'una di notte quando abbiamo sentito una botta tremenda – racconta – c'erano già le fiamme intorno alla casa. Meno male che c'era qualcuno nelle case confinanti per dare l'allarme, se no prendeva fuoco tutto». (ha collaborato Sandro Barberis) ©RIPRODUZIONE RISERVATA