Enoteca fantasma Il Comune di Broni passa all'attacco
L'enoteca regionale di Broni sarà una struttura di circa 800 metri quadrati, con un ampio cortile, ed è previsto un ulteriore spazio da dedicare agli eventi e alle attività di promozione. La nuova cantina ospiterà vini dell'Oltrepo e della regione Lombardia. Il restauro della cascina di Cassino Po è stato realizzato da Infrastrutture Lombarde Spa in un'ala della struttura di proprietà della Regione Lombardia. È stata realizzata una cantina di 200 metri quadrati. Poi si è proceduto al restauro della stalla e del fienile. di Donatella Zorzetto wBRONI Serve un gestore, serve qualche milione di euro da parte di investitori privati per far decollare la parte "esterna", serve un po' di iniziativa. Sono gli ingredienti di cui ha bisogno l'enoteca regionale, e più in generale la tenuta di Cassino Po. L'affare, ora nelle mani del Comune di Broni, stenta a prendere forma, ma in autunno potrebbe iniziare a diventare qualcosa di più di un progetto sulla carta. Perchè in autunno, dopo la manifestazione di interessi ricevuta da Broni, il Pirellone promuoverà una gara per l'affidamento della gestione (con bando o affidamento diretto), passaggio necessario per aprire l'enoteca. «Bisogna cominciare ad abitare quel sito – sottolineano gli enti interessati –. Occorre prima definire a chi si assegnerà la gestione del bene e poi si troverà la definizione funzionale: può essere una società o anche lo stesso Comune a farsene carico. Intanto il Comune di Broni ha proposto un protocollo d'intesa per aprire il complesso. «Gli interventi di sistemazione esterna dell'enoteca regionale, che interessano una porzione della cascina di Cassino Po, sono sostanzialmente conclusi – ha spiegato Paroni –. Il progetto in fase di ultimazione ha riguardato il consolidamento e la ristrutturazione edilizia, nonché la conseguente ridefinizione funzionale, dell'ala nord-est della cascina (edificio prospiciente la strada comunale Cassino Po - Fondoni e della relativa corte di servizio)». «Per quanto riguarda il futuro della struttura, si sta definendo un protocollo d'intesa tra alcuni enti pubblici – ha confermato il sindaco di Broni –.La finalità è quella di avere in concessione l'immobile e conseguire la gestione dell'enoteca regionale lombarda all'interno del complesso immobiliare Cascina Cassino Po». Da quanto risulta, gli enti che aderiranno al protocollo, oltre al Comune di Broni, sono la Provincia di Pavia, il Consorzio Tutela Vini Oltrepo, la Fondazione per lo Sviluppo dell'Oltrepo (ex G.A.L.), la Camera di Commercio di Pavia, il Centro di ricerca, formazione e servizi della vite e del vino "Riccagioia" e la Strada dei vini e dei sapori dell'Oltrepo. I sottoscrittori del protocollo per la gestione della struttura da 5 milioni e mezzo di euro, si impegneranno, tra l'altro, «a promuovere la conoscenza dei vini e dei prodotti agroalimentari di qualità esponendoli in modo permanente, a favorire la competitività del sistema rurale, agroalimentare e silvo-pastorale lombardo», ma anche a «promuovere e far conoscere le produzioni enologiche di qualità», a «valorizzare la competitività del sistema agricolo lombardo», a «realizzare attività sinergiche di promozione e valorizzazione dei vini e dei prodotti tipici della Regione Lombardia». «L'enoteca Regionale è una delle risposte che il nostro territorio vuole dare al perdurare della crisi – ha concluso Paroni –. Vogliamo raccogliere le sfida del rilancio offrendo servizi di qualità per un turismo di livello attraverso una buona interazione e sinergia fra pubblico e privato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA