Boldrini conquista la piazza

BOLOGNA Laura Boldrini affronta una delle piazze più temute dai politici italiani, quella della commemorazione della strage di Bologna. E la riappacifica con le istituzioni. Da qualche anno per evitare i fischi agli esponenti del Governo si era sospesa la consuetudine di farli parlare dal palco, preferendo il consiglio comunale. Ma la presidente della Camera ha scelto la piazza. A braccio, è andata al cuore del problema: la mancata individuazione dei mandanti della bomba che uccise, il 2 agosto 1980, 85 persone. «Ancora noi questa giustizia completa non l'abbiamo: e allora come si fa ad innamorarsi delle istituzioni? Come? Bisogna pretendere chiarezza completa, giustizia e trasparenza». Parole che si incastrano, perfettamente, con quelle del messaggio del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che chiede «piena luce» per una democrazia forte. Boldrini lega con un filo rosso la storia d'Italia con le sue stragi. «Sembra incredibile - spiega parlando di quella bolognese - che dopo tanti anni abbiamo gli esecutori ma non i mandanti». La gente la segue in un crescendo di applausi. «La strage è - continua Boldrini - una ferita ancora aperta e dolorosa per coloro che hanno a cuore la vita democratica di questo Paese». Una democrazia che la presidente invita a custodire. Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione delle vittime, definisce quello di Boldrini un discorso «molto bello». Invitarla, dice, «è stata la migliore scelta possibile». Non risparmia invece una stoccata ai magistrati che indagano, che invita a non farsi «prendere in giro da acchiappa-fantasmi che sembrano perseguire il solo scopo del depistaggio della memoria».