Stradella, ortopedia scoppia
Anche da San Martino Siccomario arrivano all'ospedale di Stradella. Com'è accaduto nei giorni s corsi ad un paziente che, in seguito ad una caduta, si è rotto il femore. L'uomo è stato trasferito nell'ospedale Oltrepadano perchè al momento dell'intervento la centrale del 118 ha individuato proprio a Stradella il posto libero più vicino. Un caso raro se si considera che normalmente il reparto diretto da Pierluigi Testa è costretto a rinviare gli interventi programmati proprio a causa del numero abbondante delle richieste rispetto alle reali possibilità. In passato le sale operatorie di Ortopedia-Traumatologia erano in funzione cinque giorni su cinque, oggi lo sono solamente il lunedì, il mercoledì e il venerdì, perchè gli infermieri a disposizione sono diminuiti. Ma, nonostante tutto, in sei mesi si sono portati a termine 225 interventi; sono aumentate protesi al ginocchio e d'anca e le grandi operazioni. di Donatella Zorzetto wSTRADELLA Ortopedia scoppia. Pochi posti letto, troppi pazienti per un reparto che tutti i giorni, dopo l'accorpamento estivo, deve fare i conti con gli spazi ristretti. Il 29 luglio scorso, Ortopedia-Traumatologia ha chiuso le porte e si è trasferita al piano di sotto, in Chirurgia, che da trenta posti è scesa a venti, cedendone dieci, appunto, a Traumatologia; la stessa "cura dimagrante" applicata ad Ostetricia e Ginecologia, che, pure, ha dovuto accontentarsi di dieci posti letto. Il reparto guidato dal dottor Pierluigi Testa, a cui è stato affidato un ruolo di comando e che è in attesa di ripetere il concorso da primario perchè il precedente è ormai scaduto, è tra i più frequentati nel periodo estivo all'ospedale di Stradella. Proprio nel periodo in cui i letti sono la metà. A problema, poi, si somma problema perchè Testa nei giorni scorsi è rimasto ferito in un incidente stradale ed è costretto a casa almeno ancora per una settimana. «Abbiamo tutti i letti occupati – conferma Testa –, e a ben pensarci non è difficile ottenere questo risultato visto che ne abbiamo solo dieci. E poi io non posso ancora operare e quindi qualche problema rispetto alla normale routine degli interventi si è creato». Testa tiene a precisare che «il reparto a regime funziona al meglio». «Ci lavorano quattro medici oltre al sottoscritto, due dei quali arrivati da poco – spiega –. Si tratta di persone preparate e volonterose, di cui sono estremamente soddisfatto. E già in grado di portare a termine autonomamente interventi anche abbastanza complessi». Attualmente in Traumatologia tutte le emergenze sono state affrontare con le relative operazioni chirurgiche. «Non ci sono arretrati sotto questo aspetto», precisa Testa. C'è invece ancora da fare rispetto alla lista degli interventi programmati: i pochi posti letto e il primario costretto alla convalescenza hanno fatto allungare di circa un mese la lista d'attesa. Cosa che ha creato qualche malumore da parte dei pazienti, i quali già nelle scorse settimane si lamentavano per l'accorpamento dei reparti. «Sino a inizio luglio in Ortopedia non c'era un posto libero, e parliamo di 43 letti – ha spiegato Anna F., mamma di una paziente ricoverata in reparto –. Mia figlia avrebbe dovuto essere operata subito, invece hanno rinviato l'intervento perchè il primario non ce la faceva a far fronte al carico di lavoro. Così l'ho dovuta trasferire in un'altra struttura». Anche i sindacati avevano contestato le scelte dell'Azienda sanitaria. «La riduzione dei posti letto nel periodo estivo rappresenta una consuetudine purtroppo inevitabile per permettere una minima programmazione delle ferie al personale, che arriva all'estate stressato da turni sempre più pesanti – ha spiegato Carlo Barbieri, responsabile della Uil Fpl Pavia –. Abbiamo richiesto nella nuova organizzazione del lavoro un potenziamento dell'organico. Riteniamo altresì che sia ormai giunto il momento di definire una programmazione che metta al centro i bisogni dei cittadini, potenziando quei servizi come tutta l'attività ambulatoriale, il Pronto soccorso e quei reparti dove vi è una forte domanda». ©RIPRODUZIONE RISERVATA