L'Anm: insulti inaccettabili ai magistrati
Sono «inaccettabili e vanno respinti con fermezza gli insulti e gli attacchi verbali rivolti ai magistrati, fino alla Corte di Cassazione, insulti e attacchi che si risolvono in un'aggressione nei riguardi dell'intera magistratura». Lo afferma l'Anm, a fronte delle «dichiarazioni diffuse» dopo la sentenza Mediaset. L'Associazione nazionale magistrati sottolinea che, «se è lecita la critica nei confronti dei provvedimenti giudiziari, specialmente quando questa provenga da quanti sono direttamente destinatari della condanna, tuttavia sono inaccettabili e vanno respinti con fermezza gli insulti e gli attacchi verbali rivolti ai magistrati». L'Anm - in una nota firmata dal presidente dell'associazione Rodolfo Sabelli, dal vice presidente Valerio Savio e dal segretario generale Maurizio Carbone - esprime «solidarietà ai colleghi offesi, i quali alla scompostezza dei toni hanno opposto un responsabile silenzio». «Va sottolineato - conclude l'Anm - che la Corte di Cassazione con la sentenza e la procura generale nella requisitoria hanno riconosciuto la correttezza del processo e delle decisioni assunte (ad eccezione del profilo concernente la durata della pena accessoria), con ciò escludendo qualsiasi accanimento giudiziario o atteggiamento pregiudiziale». Per Luca d'Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera, contrariamente a quanto sostiene l'Anm, «c'è stato un accanimento nei confronti di Silvio Berlusconi arrivato fino alla Cassazione. Se loro dicono "basta insulti" noi diciamo "basta Anm", perché in un Paese civile i giudici dovrebbero parlare solo con le sentenze e non per bocca di un sindacato».