Bus a fuoco su viadotto strage

AVELLINO Per alcuni lunghissimi istanti hanno temuto di finire colpiti dalla «maledizione» che domenica scorsa, sullo stesso tratto dell'autostrada A16 Napoli-Canosa, aveva provocato la morte di 38 persone, precipitate a bordo di un bus turistico dal viadotto «Acqualonga» di Monteforte Irpino. L'incendio del loro automezzo, invece, ha avuto un esito del tutto diverso: fiamme, fumo, paura ma nessuna conseguenza. I sessanta pellegrini partiti ieri mattina da Napoli con un bus della «Leoncino Viaggi» di Casoria (Napoli), e diretti a Bari per poi raggiungere il santuario di Medjugorje, pochi minuti prima che le fiamme divampassero nella parte posteriore dell'automezzo, in prossimità del luogo della tragedia si erano addossati ai finestrini per rivolgere un pensiero ed una preghiera alle vittime. Poi, mentre il pullman procedeva quasi a passo d'uomo, incolonnato sull'unica carreggiata transitabile, subito dopo aver superato la galleria che da Monteforte scende verso Avellino, si è sviluppato l'incendio nella parte posteriore del bus. Ci sono stati momenti di panico tra i passeggeri per le alte fiamme originate dal cattivo funzionamento della marmitta catalitica, peraltro sostituita qualche mese fa. L'autista ha bloccato il bus e con gli estintori in dotazione ha spento l'incendio che rischiava di avvolgere l'automezzo e che ha soltanto annerito la carrozzeria esterna senza provocare altri danni. Il traffico è rimasto bloccato per ore e i passeggeri sono stati trasferiti su due autobus mandati dall'agenzia e hanno proseguito il viaggio verso Bari.