Casson: «Stacchiamo la spina»
ROMA «Non avevo bisogno della sentenza della Cassazione per sapere chi è Berlusconi. Comunque, mercoledì in Giunta avvieremo la procedura per la decadenza dal suo mandato parlamentare che s'intreccia sulla questione dell'ineleggibilità già avviata da tempo. Il Pd deve prendere atto che il contesto in cui si muove il governo è impresentabile». L'ex pm veneziano Felice Casson, senatore del Pd e membro della Giunta delle Elezioni e l'Immunità, non ha dubbi: il Pd dopo la sentenza di condanna deve prepararsi ad affrontare una fase difficile con l'obiettivo distaccare la spina con il Pdl. Intanto, però, mercoledì dovrete discutere con quelli che ancora sono i vostri alleati di governo la decadenza del loro leader. Sapete quali saranno le loro mosse? «Le reazioni del Pdl ancora non le conosciamo. Ma un'idea ce la faremo già lunedì quando saremo in aula chiamati a votare i decreti che ancora rimangono da approvare. Vedremo in quel momento con quale atteggiamento si presenterà il Pdl e capiremo anche come in Giunta i senatori del centrodestra affronteranno la discussione che riguarda Berlusconi. Motivi di fibrillazione con il Pdl, comunque non mancano, Berlusconi a parte». Uno su tutti? «Quella più rilevante, almeno per me, è la presidenza della commissione Antimafia. Ne sono stato sempre convinto, ma adesso ancora di più. Non voterò mai per affidare la presidenza dell'Antimafia ad un membro del Pdl». La sua determinazione è la stessa di tutto il Pd o si sente isolato? «Io appartengo a quella minoranza che si è opposta al governo larghe intese. Oggi la situazione è più grave e conferma la mia valutazione iniziale. Credo che, come me, siano in molti a pensare che il Pd non può governare con un leader condannato a 4 anni. A questo punto le decisioni vanno prese subito». Si riferisce al congresso? «Certo. La condanna definitiva di Berlusconi impone al Pd di rivedere i tempi del congresso. Non possiamo arrivare a novembre. Il rischio è di arrivarci logorati da discussioni infinite e divisioni». Da ex pm cosa pensa della sentenza della Cassazione? «E' importante si sia confermata la sentenza di condanna a conferma che i giudici di primo e secondo grado hanno operato correttamente. C'è anche un messaggio ai cittadini: che la legge è uguale per tutti. Chi froda il fisco va condannato. Anche se l'evasore si chiama Silvio Berlusconi e ha ricoperto la carica di premier. Nonostante le leggi ad personam e tutto ciò che è accaduto in questi anni. Ecco, questo credo sia il messaggio positivo che comunque è arrivato ai cittadini di qualunque posizione politica». Gli elettori del Pdl pensano però che il loro leader sia un perseguitato. «Con questa sentenza sono finite anche le bugie».(f.cup.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA