«Violenza senza eguali contro di me»

di Maria Berlinguer wROMA Nove minuti di messaggio in diretta congiunta su Raiuno e Rete4 con pesanti attacchi alla giustizia e una chiusura sconcertante: Viva l'Italia, viva Forza Italia. Silvio Berlusconi risponde con un video alla sentenza che lo ha condannato in via definitiva a 4 anni di reclusione. «Nessuno può comprendere la carica di violenza che mi è stata riservata in seguito a una serie di accuse e processi che non avevano fondamento». «Una parte della magistratura è un soggetto irresponsabile, una variabile incontrollabile con magistrati non eletti dal popolo che è assurta a vero e proprio potere dello stato e cha ha condizionato permanentemente la vita politica», attacca nel video trasmesso da Porta a Porta sull'ammiraglia Rai. Fino all'ultimo Silvio Berlusconi ha sperato in un miracolo che ribaltasse il verdetto di condanna non dando ascolto ai falchi del Pdl che non hanno capito nè accettato la linea del basso profilo che il Cavaliere ha adottato da quando Fausto Coppi ha accettato di difenderlo. Ma la lettura della sentenza con la conferma della condanna definitiva a quattro anni di reclusione per frode fiscale ha trascinato in pochi minuti l'ex premier in un incubo che sperava di non dover vivere. E in serata, quando tutto lo stato maggiore del Pdl sale a palazzo Grazioli per fare il punto e decidere le contromosse, il leader del Pdl è ancora stordito, incapace di scegliere se far saltare il banco portando i suoi ministri e parlamentari a urlare al golpe giudiziario mettendo a rischio il governo o sposare ancora una volta la linea delle prudenza, come gli consiglia Coppi, vestendo i panni del martire e dell'uomo di stato che antepone gli interessi del paese al suo destino personale. Solo dopo qualche ora annuncia un videomessaggio destinato però ad arrivare alle tv solo a tarda sera. «Non farò l'esule come fu costretto a fare Bettino Craxi, né accetterò di essere affidato ai servizi sociali come un criminale che deve essere rieducato». Sono le parole, poi smentite, con le quali lo stesso Berlusconi si era espresso in un colloquio intervista con Libero. Ora con la condanna della Cassazione l'affidamento ai servizi sociali per 12 mesi diventa uno scenario concreto. La «scelta» per Berlusconi sarà tra due ipotesi precise: arresti domiciliari o affidamento ai servizi sociali. Imponendo al Cavaliere un drastico mutamento di abitudini e riti. Berlusconi ha atteso la sentenza blindato a palazzo Grazioli, con i più stretti collaboratori e i pochi amici di sempre. Con lui c'erano Marina e Piersivio, i figli del primo matrimonio ma nessuno dei tre figli avuti con Veronica Lario. In mattinata a palazzo Grazioli sono arrivati anche Gianni Letta e Fedele Confalonieri, l'amico di una vita. Anche Denis Verdini e Angelino Alfano, il delfino «senza quid», hanno trascorso la giornata nella residenza romana del leader del Pdl come hanno fatto il professor Fausto Coppi e Niccolò Ghedini. Per tutta la giornata il palazzo è stato presidiato della forze dell'ordine che hanno transennato via del Plebiscito per evitare che la piccola folla di fan e di oppositori tracimasse verso l'entrata del palazzo a due passi da piazza Venezia. Un boato ha accolto la lettura della sentenza. La folla dei sostenitori del Cavaliere ha in un primo momento esultato avendo letto l'annullamento dell'interdizione quasi fosse una sentenza di assoluzione. «Dobbiamo reagire», chiede Stefania Prestigiacomo mentre tutti i ministri del Pdl del governo Letta a palazzo Grazioli dicono al leader indiscusso della destra italiana negli ultimi venti anni di essere pronti a rassegnare le dimissioni nelle sua mani. Nella residenza romana del Cavaliere c'è un clima teso e surreale, quasi nessuno si aspettasse davvero una conferma della condanna del leader. La domanda che nessuno fa ad alta voce riguarda il futuro, l'agibilità politica possibile di un partito il cui destino è intrecciato come in nessun altro caso alle sorti del suo leader. ©RIPRODUZIONE RISERVATA