Andare in pensione può essere dannoso ma il rimedio c'è

di Sara Ficocelli Andare in pensione, non sempre, ma qualche volta può far male alla salute. Non è solo un luogo comune: con tutte le cautele, a dimostrarlo è una ricerca condotta in collaborazione tra l'organizzazione Age endeavour fellowship e l'Institute of economic affairs (Iea), in Inghilterra. Durante l'analisi è stato preso in considerazione un campione di persone che si sono ritirate dal lavoro in età da pensionamento e un altro di persone che hanno invece continuato a lavorare anche dopo. Gli impatti maggiormente negativi sono stati riscontrati proprio in coloro che hanno deciso di smettere di lavorare. Per l'esattezza, effetti benefici sono stati riscontrati nell'immediato ma, a lungo andare, coloro che sono andati in pensione si sono ammalati maggiormente e hanno subìto effetti negativi sia a livello fisico (con un rischio maggiore di malattie del 60 per cento) sia psicologico (con un rischio di depressione più alto del 40 per cento). Per completezza di informazione, va detto che i due gruppi erano composti da persone con un comportamento diametralmente opposto: chi è rimasto pienamente attivo e chi ha fatto il pensionato e basta. Ci sono però, come ben sappiamo, comportamenti che stanno a metà strada. E cioè, andare in pensione non vuol dire per forza diventare personaggi da panchina ai giardini pubblici. Mantenersi attivi, con un interesse da coltivare, tenersi impegnati è un po' come restare a lavoro. Di conseguenza, si potrebbe rientrare a pieno titolo fra coloro che sono da ritenere ancora in attività. E quindi, rimandare il più possibile l'appuntamento con le malattie. ©RIPRODUZIONE RISERVATA