Lavoro nero, controlli nei campi e nei bar

TORTONA Con l'estate, sono iniziati i controlli dei sindacati nelle campagne e nelle strutture ricettive (bar, ristoranti) per evitare lo sfruttamento del personale sotto contratto stagionale e per controllare che non avvengano assunzioni di lavoratori in nero.«E' difficile quantificare il numero esatto di chi lavora in nero – spiega Marisa Valente, responsabile della Cgil tortonese – Un vero censimento dei lavoratori clandestini non esiste. Molti di loro sono "invisibili", sconosciuti alle autorità locali, all'Inps, allo Stato e spesso non si rivolgono neppure al sindacato sino al momento in cui qualcuno di loro prende coraggio e denuncia il datore di lavoro o i caporali, come è avvenuto l'anno scorso, con la vicenda dell'azienda agricola Lazzaro di Castelnuovo Scrivia». Quella è la punta dell'iceberg, ma nelle campagne circostanti, fra Tortona, Castelnuovo e Pontecurone, secondo la Cgil, esistono altri agricoltori che sfruttano gli stranieri, approfittando della paura che hanno di perdere anche quel poco reddito (due o tre euro all'ora). «Inoltre il lavoro nero – avverte Valente – si annida anche nelle attività stive stagionali, pubblici servizi, bar, gelaterie. In questi luoghi sono necessari molti controlli per evitare assunzioni fasulle e sfruttamento». Nelle strutture ricettive e stagionali, il problema si manifesta con ragazze e ragazzi giovanissimi, assunti con contratti di "apprendistato" fasulli; i vincoli sul rispetto degli orari di lavoro (40 ore settimanali), spesso vengono aggirati con orari illimitati di 10 – 12 ore giornaliere, nessuna formazione e affiancamento dei tutor previsti dalla legge sull'apprendistato. (p.d.)