Mede, si taglia su tutto «Siamo al fondo del barile»

Uno scuolabus nuovo di zecca, del costo di 70mila euro: è il "regalo" di Villa Biscossi, 77 abitanti al 31 dicembre scorso, a Mede, 7.085 residenti. L'altra sera il sindaco di Villa Biscossi, Giuseppe Fassardi, era in piazza della Repubblica per spiegare l'operazione. «Questo mezzo è stato concesso in comodato d'uso a Mede per i prossimi 15 anni - ha detto -. Ci potranno salire i nostri studenti della scuola dell'obbligo ma anche le persone che vorranno raggiungere Mede per vari motivi. Noi per l'autista avremmo speso 20mila euro l'anno – ha aggiunto Fassardi, prima di togliere la bandiera tricolore dal pulmino – così invece sarà Mede a pagarlo». Villa Biscossi, paese isolato in termini di collegamenti pubblici, dista quasi quattro chilometri dal centro di Mede. «I bambini sotto i 14 anni sono tre – ha spiegato il sindaco – ma a breve ne arriverà un quarto». (u.d.a.) MEDE Spese correnti tagliate fino all'ultima matita. E poi parti del patrimonio comunale, fra cui il palazzo dell'ex pretura, vendute per incassare soldi con cui aggiustare le strade e fare altre manutenzioni ordinarie. L'altra sera, nel consiglio comunale svoltosi in via eccezionale in piazza della Repubblica, l'assessore al Bilancio, Giorgio Guardamagna, ha dipinto un quadro preoccupante. Il documento economico, che prevede il pareggio a 7,6 milioni di euro, presenta tagli in tutti i settori. «Malgrado questo lavoro di cesello – ha detto Guardamagna – siamo riusciti a garantire tutti i servizi essenziali alla popolazione senza aumentare alcuna tariffa, escludendo ovviamente la nuova Tares imposta dallo Stato». L'assessore ha rivelato che il sindaco Lorenzo Demartini si è messo d'impegno e, con la penna in mano, nelle ultime settimane ha ridotto ogni spesa possibile, dalla cancelleria alle bollette telefoniche, con lo scopo di risparmiare il più possibile. E lo stesso Demartini ha confermato: «Quest'anno abbiamo letteralmente raschiato il fondo del barile». Il Comune di Mede negli anni scorsi aveva sempre approvato il bilancio preventivo entro il 31 dicembre dell'anno precedente, ma ora si è trovato a votare il programma economico oltre la metà dell'anno in questione. Il patto di stabilità ha impedito la contrazione di mutui e ha bloccato gli investimenti. «Noi siamo qui – ha aggiunto Demartini – a ringraziare un piccolo Comune come Villa Biscossi per un pulmino che Mede, a causa dei vincoli di bilancio, non avrebbe mai potuto acquistare». E l'unico modo per incassare denaro liquido è la vendita di pezzi di patrimonio comunale: questa voce di bilancio parla di 854mila euro. Ma solo sulla carta perché l'asta per il palazzo di viale Primo Maggio, costruito nel 1964 per ospitare gli uffici giudiziari, è già andata deserta tre volte. Il Comune aveva bandito l'ultima asta mantenendo invariato il valore di 247.112 euro, per una superficie totale di circa 325 metri quadrati. Oltre all'ex pretura, il programma di dismissione comprende le case comunali di via Invernizzi e, alla frazione Goido, di via Montemartini (l'ex palazzo scolastico) e di via Giovanni Amendola. «La priorità, comunque, è stata assegnata all'ex pretura – ha detto ancora Guardamagna – In una fase difficile come questa dobbiamo cercare forme alternative di reperimento delle risorse: il Comune di Mede, fra l'altro, è soggetto al patto di stabilità e quindi non possiede troppi margini di manovra». E poi ci sono i minori trasferimenti statali. Mezzo milione di euro in due anni e contrazione delle spese per 400mila euro, che assommano a circa un milione. Il bilancio di previsione è stato approvato con il voto della maggioranza di centrodestra. Umberto De Agostino