Sempre più pensionati chiedono pacchi-cibo
STRADELLA Si è trasferito a Stradella, con un figlio disabile a cui provvedere, alla ricerca di un lavoro che non arriva. Nel frattempo l'uomo, un pensionato, vive grazie agli aiuti del gruppo "Il pane quotidiano". Un pacco di pasta, i pelati, altro cibo in scatola: si vive così sotto i livelli della normale sussistenza. Una vita a lavorare, un figlio da curare e i soldi che non bastano più. Si deve andare a chiedere la carità. È questa solo una delle storie che il gruppo caritativo parrocchiale stradellino vede ogni giorno: gli assistiti sono soprattutto anziani che con la loro pensione non arrivano a fine mese, e uomini e donne di mezza età alla vana ricerca di un lavoro. Alla porta del "pane quotidiano" di Stradella il mercoledì e il venerdì si ritrovano a fare la fila per accaparrarsi il necessario per la sopravvivenza. «A bussare alla nostra porta non sono, come si potrebbe pensare, solo immigrati – spiega uno dei venticinque volontari dell'associazione –. A cercare aiuto sono sempre di più gli anziani soli, costretti ad affrontare la vita con una manciata di euro al mese, e madri e padri di famiglia che cercano costantemente un'occupazione senza riuscirci». Da queste parole è facile capire come sia diventata forte l'esigenza di ritrovare generi di prima necessità e indumenti, per poter soddisfare il più possibile le esigenze dei cittadini indigenti. Ogni mese vengono distribuite tra le 350 e le 400 borse, contenenti abiti e cibo, piuttosto che pannolini e forniture per bambini, a vantaggio di più di 500 famiglie provenienti non solo da Stradella, ma anche da Comuni limitrofi come Arena Po e Portalbera. «A fine giugno avevamo segnalato la mancanza di zucchero, biscotti e formaggio – prosegue il volontario –. Abbiamo temuto di dovere vivere il disagio di non potere intervenire , ma grazie al prezioso aiuto del Rotary siamo riusciti a reperire questi prodotti per aiutare i nostri assistiti per almeno due mesi». La situazione si preannuncia preoccupante, se si considera che, a partire dall'anno prossimo, si conclude il progetto Agea, finanziato dalla comunità europea: pasta, riso e pelati venivano forniti all'associazione "Il pane quotidiano", che ora si troverá a dover fare fronte alle numerose richieste di aiuto facendo riferimento alle sole raccolte a cadenza annuale nei supermercati, oltre che alla generosità di parrocchiani e commercianti. «Possiamo ritenerci fortunati – afferma il volontario –, a Stradella è grande la generosità dei cittadini e dei negozianti ma diventa essenziale per noi trovare al più presto nuovi aiuti». Molti altri sono i servizi forniti dal gruppo caritatevole: ad esempio sono stati istituiti una scuola di italiano, per il periodo invernale, rivolta agli stranieri che vogliono migliorare la conoscenza della lingua e acquisire la cittadinanza, ed un centro d'ascolto . Federica Morini