Settimana corta appello ai licei «Tagliate il sabato»
di Marianna Bruschi wPAVIA La settimana corta non è ancora un capitolo chiuso per Piazza Italia, che torna a chiedere ai sette licei della provincia di eliminare il sabato, almeno nelle classi che hanno meno di 30 ore a settimana e comunque nei mesi invernali. Uno sforzo che sarà ripagato. Come? «Ogni scuola avrà in mano la propria situazione delle utenze pagate nel 2012 – spiega l'assessore provinciale Milena d'Imperio – Tutto ciò che riuscirà a risparmiare rispetto a quelle spese la Provincia li rimetterà a disposizione di quella scuola, per arredi e altre iniziative. Noi non pensiamo a un risparmio fine a sé stesso». Finite le lezioni la Provincia aveva chiesto alle scuole di scrivere un parere rispetto alla possibilità di introdurre la settimana corta. «Alcuni non hanno risposto, la maggior parte ha dato risposte negative – spiega l'assessore D'Imperio – Altri hanno chiesto garanzie sui trasporti». Il no delle scuole è legato all'organizzazione degli orari. Attualmente una parte delle classi hanno un orario ridotto dalla riforma Gelmini, ma non tutte. «Potevamo fare come la provincia di Milano che ha mandato una lettera alle scuole dicendo che da settembre sarebbe partita la settimana corta – spiega l'assessore – noi abbiamo cercato il dialogo. Non abbiamo ottenuto nulla in prima battuta, ma abbiamo fatto un incontro con i dirigenti e i presidenti dei consigli di istituti, quindi con i genitori». All'ultimo incontro la Provincia si è confrontata infatti con il Cairoli di Pavia, Foscolo, Copernico, Taramelli, Faravelli di Broni, Galilei di Voghera e Cairoli di Vigevano. Ed è proprio ai licei che ha chiesto uno sforzo, anzi due. «Il primo è di costruire un orario su 5 giorni per tutte le classi che hanno già adesso meno di 30 ore – spiega l'assessore – e il secondo è fare la settimana corta solo da novembre a febbraio anche per le altre classi». Si riuscirebbe a risparmiare comunque anche con la scuola in parte aperta? «Sì, già facendo così si risparmierebbero cifre significative di energia elettrica». Le bollette della luce infatti sono le più salate, insieme al riscaldamento. Tra i licei quello che spende di più è il Galilei di Voghera (oltre 208mila euro in totale, comprese le bollette per telefono e Adsl), seguito dal Taramelli (quasi 108mila euro) e poi dal Copernico (quasi 105mila euro). «Abbiamo detto alle scuole che tutto ciò che riusciranno a risparmiare lo investiremo per loro», spiega D'Imperio. Ora sta ai licei dare una risposta. @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA