Chignolo, 3 mesi per la targa falsa

CHIGNOLO PO Il 18 ottobre si presenterà in aula per rispondere di omicidio. Ma per Angelo Siciliano, il muratore 25enne di Chignolo Po accusato dell'omicidio del 18enne Gianluca Serpa, una condanna è già scattata. Anche se per una vicenda certamente di minore gravità e che non ha nulla a che vedere con il delitto che lo ha portato in carcere. Siciliano, infatti, doveva rispondere di avere falsificato la targa del proprio motorino e per questa contestazione è stato condannato a 3 mesi di reclusione al termine del processo, che si è svolto in abbreviato. La vicenda risale al 9 giugno del 2009. Quel giorno i carabinieri del posto fermano il ragazzo a bordo di un ciclomotore Peugeout e lo controllano. Si fanno dare i documenti del veicolo e sembra tutto a posto, ma qualcosa nella targa non torna. Un esame più approfondito permette di verificare che il contrassegno è stato falsificato. Per il giovane scatta la denuncia, che si è poi trasformata in un processo penale. Un processo che il giovane ha dovuto affrontare mentre era in carcere con l'accusa di omicidio. Il verdetto è stato pronunciato dal giudice qualche settimana fa, ma le motivazioni della sentenza sono state depositate solo l'altro ieri. Il 18 ottobre, invece, il ragazzo dovrà affrontare un processo più impegnativo. Per quella data, infatti, è stato fissato il giudizio davanti alla Corte d'Assise, in cui dovrà rispondere di omicidio. Il pubblico ministero Paolo Mazza ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato, che si applica in caso di evidenza della prova. Il 18enne Serpa era stato ucciso con un coltello nel corso di un litigio, a novembre del 2012. A impugnare l'arma, secondo la ricostruzione dell'accusa, sarebbe stato proprio Siciliano. Prima del processo, comunque, dovrebbero arrivare altri accertamenti che il magistrato ha disposto sull'arma. (m. fio.)