Fusione Comuni, il progetto si estende
PIEVE DEL CAIRO Fusione di Comuni: piace in Lomellina la delibera regionale del giugno scorso sulle agevolazioni concesse ai Comuni che, volontariamente, puntano alla loro fusione pur di ottimizzare le spese (spending review) e risorse. Non solo a Pieve del Cairo e Gambarana (2400 abitanti il primo, 240 il secondo), ma anche ad altri centri che già meditano di aggregarsi ai due impegnati nella "storica" riforma strutturale. Il Comune ideale, formato da due e più aggregazioni, dovrebbe aggirarsi sui 10mila abitanti: «Numero perfetto – dice il sindaco di Pieve, Paolo Ansandri – perché gli enti locali, una volta aggregati in una sola entità amministrativa, garantirebbero un miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi e la possibilità di evitare ulteriori aumenti di tributi comunali». Pieve del Cairo e Gambarana ci stanno arrivando. Altri al traino? Dice Ansandri: «Per ora, non abbiamo ipotizzato altri accorpamenti. D'altronde dovranno essere le amministrazioni dei Comuni limitrofi ad avanzare la richiesta». Da Gambarana, il sindaco Edoardo Chiodi appare invece più motivato: «Il nostro consiglio comunale si è espresso a favore. Solo il referendum popolare indetto in autunno potrà fermare la nostra decisione, ma l'opinione pubblica appare già oggi favorevole. D'altronde sono oltre dieci anni che Pieve e Gambarana gestiscono in unione i maggiori servizi pubblici». Nella vicina Sannazzaro, anche il sindaco Giovanni Maggi la pensa allo stesso modo: «La semplificazione amministrativa sarebbero l'obiettivo delle fusioni che, in futuro, diventeranno sempre più all'ordine del giorno. Ottimizzazione di servizi, risparmi gestionali e di personale, semplificazioni gestionali saranno elementi che gioveranno alle nostre asfittiche casse». Quattro Comuni aggregati (uno medio e tre piccoli, per un ammontare di circa 8mila amministrati) avrebbero una sola amministrazione (un sindaco, due-tre assessori, dieci consiglieri contro quattro organici completi) che porterebbe a un risparmio annuo di almeno 30mila euro; un solo segretario comunale porterebbe a un'ipotesi di risparmio di altri 50mila euro; un solo responsabile di servizi: aumenterebbero i suoi referenti decentrati, ma uno solo sarebbe al vertice (ipotesi di altri 30mila euro di contenimento); un servizio di ragioneria, un ufficio tecnico, una sola anagrafe, sistemi informativi unificati, polizia locale, per almeno altri 150mila euro di risparmio. E Maggi aggiunge: «E si pensi anche ai Pgt: uno solo contro i quattro attuali. Almeno altri 200mila euro di risparmio. Vorrebbe dire diminuire la dispersione del suolo: una sola area industriale, una sola residenziale». Si pensi infine al contributo decennale della Regione (100mila euro anno per il caso di Pieve e Gambarana) come benefit di incentivazione alle fusioni. (p. c.)