Grano, un'annata da dimenticare

BARBIANELLO Si è conclusa la trebbiatura del grano e gli agricoltori tirano le somme di un'annata agraria fortemente segnata dal maltempo. Il raccolto del frumento tenero esce molto ridimensionato, anche nei campi oltrepadani, da un andamento climatico primaverile freddo e piovoso, che in alcune zone si è protratto anche oltre la metà di giugno. Gianfranco Bensi, presidente di Confagricoltura Pavia e cerealicoltore, commenta: «Le semine autunnali del 2012, effettuate regolarmente e in crescita del 2,4% rispetto all'anno precedente, facevano pensare a un leggero aumento della produzione di frumento tenero. Per come si è sviluppata la coltura nel 2013, il calo di produzione poteva anche superare il 10%». Meno grano italiano vuol dire, inevitabilmente, più grano importato. «Nonostante la qualità dei prodotti trasformati dall'industria alimentare italiana, quest'anno il pane e la pasta nel nostro Paese saranno ancor meno made in Italy di quanto non siano in un'annata normale – conclude Bensi – Così come i margini elevati della scorsa annata sono andati a beneficio di tutta la filiera, sarebbe auspicabile che anche le perdite subìte dai cerealicoltori fossero alleviate da prezzi soddisfacenti». (u.d.a.)