Morì a 39 anni per meningite il S. Matteo risarcisce la famiglia

di Maria Fiore wPAVIA Due visite al pronto soccorso. In entrambi i casi i fastidi e la febbre che il paziente lamenta da diversi giorni vengono curati come uno dei normali attacchi di sinusite di cui soffre sin da piccolo. Ma a distanza di 11 giorni dalla prima visita Andrea V., impiegato di 39 anni del Pavese, si addormenta e non si sveglia più. L'autopsia rivela un'infezione alle meningi. «Fulminante», secondo la consulenza disposta dal pubblico ministero di allora ed eseguita dal medico Antonio Osculati. Quella consulenza condizionerà tutto l'iter giudiziario, durato sette anni. Sul piano penale la vicenda, che risale al 2006, è un'odissea: passa attraverso un'archiviazione della procura, nonostante l'opposizione della famiglia, e la richiesta, poi respinta, di riaprire il caso. Per il magistrato non ci sono responsabilità da parte del medico specializzando che visitò il paziente, perché la patologia sarebbe stata di quelle che non lasciano scampo. Ma se il procedimento penale si è chiuso con un nulla di fatto, il Policlinico San Matteo ha deciso lo stesso di risarcire la famiglia e ha messo a disposizione 350mila euro. Un accordo, ancora non chiuso, portato avanti dall'avvocato della famiglia Marcello Vernizzi, che non presuppone un'ammissione di responsabilità da parte dell'ospedale, ma che servirà a evitare la causa civile. «Questo non potrà mai cancellare il dolore per la perdita subita», dice Roberto, che per sette anni ha portato avanti una battaglia affinché si arrivasse alla verità sulla morte del fratello, affidando a un altro specialista, il neurologo di Milano Antonio De Santis, il compito di stilare un'altra consulenza. Andrea muore l'11 agosto del 2006. Il calvario comincia il mese prima, quando il 39enne si ammala. Già altre volte ha sofferto di episodi simili, con febbre, ma decide di andare dal medico curante, che dispone una visita specialistica, fissata per il 2 agosto. Ma alla fine di luglio la situazione si aggrava. La febbre non passa, nonostante la terapia antibiotica, e compare anche cefalea. Il 31 luglio si rivolge al pronto soccorso del San Matteo, dove viene visitato da un medico specializzando del reparto di Otorinolaringoiatria. Gli viene prescritto di proseguire con gli antibiotici e di tornare, per un controllo, il 10 agosto. Per quella data la situazione non è migliorata. Il paziente viene visitato e la terapia modificata. Ma nella notte la situazione precipita. E il giorno dopo il 39enne non si sveglia più. La famiglia presenta un esposto e la procura nomina un consulente. Che, nel giro di qualche mese, conclude per una meningite fulminante. Il consulente della famiglia, invece, arriva a una conclusione diversa. E cioè che l'insorgenza della malattia sarebbe stata «lenta e quindi curabile». Una conclusione, tuttavia, che la procura di Pavia non ha condiviso. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA