La procura indaga sulle omissioni

ROMA Non c'è più un solo procedimento aperto per falso e ricettazione in relazione alla documentazione contraffatta presentata alla frontiera da Alma Shalabayeva. La relazione trasmessa ieri dalla presidenza del tribunale ha spinto la procura di Roma ad aprire una nuova indagine sulle modalità di espulsione della signora kazaka. L'inchiesta rubricata in "atti relativi", cioè al momento senza indagati e senza alcuna ipotesi di reato, è stata avviata dal pm Eugenio Albamonte che ha dato incarico alla squadra mobile di acquisire copia della documentazione relativa all'espulsione della donna presso la Prefettura, l'Ufficio stranieri e il giudice di pace. Il presidente del Tribunale fu incaricato dal ministro Cancellieri di indagare sull'operato svolto dal giudice di Pace, Stefania Lavore, che convalidò il 31 maggio scorso il trattenimento al Cie di Ponte Galeria di Shalabayeva. Bresciano nella relazione giudica positivamente l'operato del giudice di pace non rilevando anomalie. Ma punta il dito contro la polizia animata da una «fretta insolita ed anomala» e aggiunge che il giudice «è stata tratta in inganno perché ci sono omissioni nell'attività della polizia e atti che mancano».