«Questo Pavia ha voglia di soffrire»
di Roberto Lodigiani wSALICE TERME «C'è entusiasmo e voglia di soffrire da parte di tutti, per questo non posso che dirmi soddisfatto del lavoro svolto finora in ritiro, anche se il gruppo è ancora incompleto e la società sa quali rinforzi servono». Dopo nove giorni di preparazione a Salice Terme, Alessio Pala stila un primo bilancio. Ed è un bilancio senz'altro positivo, pur mancando ancora quel riscontro sul campo che, solo, può stabilire la forza e la debolezza di una squadra. Un'idea, per quanto parziale e approssimativa, il nuovo tecnico azzurro potrà ricavarla oggi, al termine della sfida al De Martino contro la selezione Aic (fischio d'inizio alle 18,30), seconda uscita stagionale del Pavia dopo il test contro la rappresentativa della Valle Staffora. Sempre di test amichevole si tratta, ma più probante per la caratura tecnica del team dei calciatori disoccupati. Mister Pala, che cosa si attende da questa partita? «In sostanza, mi basterebbe che la squadra si esprimesse in modo ordinato, senza anarchia tattica. Non chiedo altro, almeno per ora». Già più di una settimana di lavoro e di fatica a Salice. Impressioni generali? «Si sono tutti impegnati duramente, nessuno si è tirato indietro e questo di per sè è già un fatto significativo. C'è entusiasmo, voglia di fare. Abbiamo svolto dei buoni carichi di lavoro in allenamento». Qualche giocatore l'ha impressionata in modo particolare? «Non conoscevo questi ragazzi, ma devo dire che ho visto un Lussardi già in condizione e pronto per gli impegni agonistici». Preferenze sulla composizione del girone di campionato? «No, direi di no. Per me un avversario vale un altro, li metto tutti sullo stesso piano, sapendo che comunque sarà dura e dovremo mettercela tutta». Provi a sbilanciarsi: dove può arrivare questo Pavia? «Direi che per una valutazione di questo genere, a prescindere dai rinforzi che devono ancora arrivare, dovremo attendere la Coppa Italia e le prime tre-quattro gare di campionato. Poi potremo sciogliere la prognosi». Senza retrocessioni, che stagione sarà? Non c'è il rischio che vengano presto a mancare le motivazioni? «Le motivazioni se non le hanno dei ragazzi di vent'anni, con tutta la carriera davanti a sè ancora da fare, non so proprio chi le possa avere. Da questo punto di vista, dunque, sono abbastanza tranquillo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA