Il cardinale Tonini tra i ragazzi della Casa del giovane

PAVIA Nel 1984, anno della prima visita a Pavia, colpì il pubblico del collegio Borromeo per la sua capacità di citare con grande maestria gli autori antichi e moderni. «Fu invitato da monsignor Angioni a tenere una conferenza, parlava di quanto la verità fosse dentro al cuore dell'uomo», ricorda don Franco Tassone. Quella visita però, non fu l'unica. Il cardinale Ersilio Tonini, morto ieri all'età di 99 anni nel suo alloggio all'opera Santa Teresa a Ravenna, a Pavia ritornò altre volte, dal quel momento. Non solo in occasione del viaggio del papa Benedetto XVI, nel 2007. «Era molto legato alla figura di don Enzo Boschetti – spiega don Franco Tassone –, e fu ancora a Pavia, nel 1991, in occasione dei 20 anni dalla nascita della Casa del giovane. Ricordo che fece una relazione appassionata sul servizio degli ultimi e divenne grande amico della struttura, che lui chiamava la stella più bella nel firmamento lombardo. Per questo il cardinale è tornato quando si è chiuso il processo di beatificazione di don Enzo». Del cardinale Tonini si ricordano anche i momenti trascorsi con i giovani della struttura di via Lomonaco, ma non solo. «Beveva grosse tazze di tè, la sua bevanda preferita, e intanto ti raccontava il mondo – dice ancora don Tassone –. Eravamo molto amici, veniva spesso a trovarmi e mi aveva anche incoraggiato quando diventai direttore del Ticino. Era un uomo straordinariamente comunicativo, che ti disarmava con la sua grande cultura. Ricordo ancora che al mattino leggeva quattro o cinque giornali in inglese e gli piaceva commentare le notizie. Un uomo di questo valore». E il vescovo di Pavia, Giovanni Giudici, ricorda l'aiuto nella preparazione alla visita del Papa: «Ci aveva aiutato a leggere la figura del Papa nella chiesa in quel momento – dice Giudici –. In quella occasione ci parlò anche del suo progetto di un ospedale in Africa. Anche questo era un aspetto molto bello della personalità del cardinale». (m. fio.)