Rubano alla piscina, inseguiti e presi

di Paolo Fizzarotti wVOGHERA Sono scappati dalla piscina e sono tornati a casa a piedi nudi e in costume da bagno, ma i carabinieri li hanno rintracciati e denunciati per furto di tre telefoni cellulari. A finire nei guai sono stati R.S., 20 anni, e V.S., 22 anni. I due ragazzi sono italiani, abitano a Voghera e hanno entrambi precedenti di polizia: nel senso che non hanno ancora ricevuto condanne definitive ma sono già conosciuti dalle forze dell'ordine per diversi reati. L'altro pomeriggio al centro natatorio Dagradi di via fratelli Kennedy tre ragazzini di 14 anni stanno facendo il bagno. Hanno lasciato i telefoni cellulari, tre smartphone di ultima generazione, negli zainetti vicini agli asciugamani. Ad un certo punto vedono da lontano due ragazzi più grandi che rovistano nelle loro borse e poi si allontanano. I tre 14enni, anche loro vogheresi, escono dall'acqua e scoprono che sono spariti i cellulari. A quel punto i derubati avvisano una delle guardie della piscina, indicando da lontano i due ladri. Il sorvegliante blocca quindi R.S. e V.S. e li porta in direzione. Mentre la guardia giurata va a chiamare un responsabile, i due sospettati scappano dall'ufficio vestiti come sono, e cioè in costume da bagno. Uno ha delle ciabatte, l'altro neppure quelle. Il sorvegliante cerca di inseguire i due giovani, ma non riesce a bloccarli: anche perchè non si può allontanare dalla piscina. Interviene quindi una pattuglia del nucleo radiomobile di Voghera. I carabinieri si mettono in caccia: basta cercare due ragazzi che si aggirano in città in costume da bagno. Quello a piedi nudi non è riuscito ad allontanarsi un granchè: i militari lo trovano nei giardini di via Di Vittorio, lungo la strada per andare a casa sua. Il ragazzo sa che i carabinieri lo conoscono, e che il fatto di essere in costume da bagno lo tradisce: il giovane confessa quindi tutto. Viene riaccompagnato alla piscina, dove recupera i suoi vestiti e la sua roba, fra cui il cellulare. Con quello telefona all'amico, che nel frattempo ha raggiunto casa sua e si è rivestito. L'amico viene quindi convocato in caserma: anche perchè i militari gli fanno capire che in caso contrario potrebbero anche chiedere l'arresto. Visto che le prove sono tutte contro di loro ed è inutile negare, i due giovani vogheresi indicano i luogo in cui avevano nascosto i tre cellulari dopo averli spenti: due sono dietro la porta degli spogliatoi e uno in un sottoscala adiacente al bar. Collaborando con i carabinieri e consegnando subito la refurtiva i due giovani vogheresi hanno ottenuto di alleggerire parecchio la loro posizione: per esempio hanno evitato una ben più grave denuncia per il reato di ricettazione. Una piccola somma che aveva in tasca uno dei due denunciati, circa 200 euro in contanti, non è stata sequestrata perchè non è stato possibile dimostrare che era provento di furto. Il processo comunque andrà avanti. Ieri mattina i genitori dei tre 14enni vogheresi derubati si sono presentati al comando compagnia di via verdi e hanno presentato una denuncia per furto contro R.S. e contro V.S. @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA