Case acquistate anche da società
PAVIA L'indagine sui proprietari delle case di Green campus seguirà un percorso diverso dal procedimento già chiuso due settimane fa a carico di altre dieci persone, tra costruttore, notaio e funzionari pubblici. Il sostituto procuratore Paolo Mazza ha ancora tempo per fare le proprie valutazioni. Per decidere, cioè, se l'indagine per concorso nella lottizzazione abusiva a carico di chi ha comprato le case debba concludersi con una richiesta di processo oppure con una archiviazione. L'altra possibilità, tuttavia, è che il magistrato possa decidere di archiviare solo alcune posizioni e decidere, invece, di chiedere il processo o emettere un decreto penale di condanna per altre. All'interno del gruppo degli acquirenti, in effetti, ci sarebbero situazioni variegate. I compratori sarebbero, per buona parte, privati. Studenti, quindi, o comunque famiglie di ragazzi iscritti all'Università che erano stati attirati dai prezzi accessibili delle case al Cravino. Ma alcune decine di appartamenti sono state acquistate anche da società, forse con l'obiettivo di affittarle in futuro a studenti. Una possibilità che l'atto d'obbligo in realtà sembra prevedere, visto che il vincolo sarebbe solo quello di affittare gli appartamenti a studenti universitari o personale dell'Università. Non sono escluse verifiche sulle singole società che hanno acquistato le case. Anche se in realtà la procura mette in discussione la stessa vendita degli appartamenti, oltre alla loro realizzazione, che sarebbe stata portata a termine con un permesso di costruire illegittimo, perché non conforme con la destinazione d'uso dell'area. In attesa che la procura tiri le somme dell'indagine che riguarda gli acquirenti, alcuni avvocati dei proprietari si stanno muovendo per cercare di ottenere il dissequestro delle abitazioni. Dopo due «no» del Riesame, è in corso il procedimento in Cassazione. Ma alcuni hanno anche proposto cause civili per chiedere, in via preventiva, i danni al costruttore e agli altri indagati. (m. fio.)