Campus aquae, l'Università adesso verifica gli atti
PAVIA Sul caso di Campus aquae, la maxi struttura sportiva realizzata sui terreni dell'Ateneo al Cravino, l'Università di Pavia sta svolgendo accertamenti. A spiegarlo è lo stesso rettore, il professor Fabio Rugge: «Abbiamo avviato un'operazione di attenta verifica e di controllo di tutti gli atti che riguardano Campus aquae a partire dal 2004. Si tratta di un'ingente mole di documenti, che impegnerà per non poco tempo gli uffici amministrativi, i prorettori e i delegati alla materia dell'Ateneo». «L'obiettivo – prosegue il rettore – è quello di predisporre una relazione dettagliata e chiara, non appena queste verifiche saranno ultimate». I sospetti su Campus aquae sono legati a un parere che lo studio legale Greco - Muscardini ha fornito al Comune di Pavia, Un parere che, al momento, resta coperto dalla riservatezza. Secondo alcune indiscrezioni, tuttavia, i consulenti del Mezzabarba avrebbero sollevato alcune perplessità tra la destinazione urbanistica dell'area e alcune attività che si svolgono nella "cittadella sportiva". L'impianto dovrebbe avere come primi fruitori gli studenti del corso in Scienze motorie. Ma il fatto che la prevalenza dei visitatori sia costituita da privati esterni all'Università e, soprattutto, che sia stato realizzato un centro benessere hanno insospettito gli stessi funzionari del Comune. Alcuni si sarebbero chiesto cosa abbia a che vedere un centro estetico con l'attività di didattica e ricerca dell'Università, pur senza dimenticare che l'opera è stata realizzata da un privato con la formula del project financing. Per questo è stata chiesta una consulenza al professor Greco, docente di diritto amministrativo. Il contenuto di questo atto ha fatto sorgere un dibattito e l'esigenza, per l'ateneo, di fare chiarezza.(f.m.)