Secondo sopralluogo nella casa del delitto
MONTECALVO Un secondo sopralluogo nella casa del delitto, questa volta alla presenza del genetista forense, del pm, dei difensori di parte e del figlio della vittima. È stato effettuato nei giorni scorsi nella villa di Montecalvo, in cui fu uccisa Alma Pecorara, pensionata di 76 anni, con l'obiettivo di «ricostruire la dinamica degli eventi». In particolare si trattava di accertare il percorso che fece Constantin Scarlat, 33 anni, arrestato per l'omicidio della donna, tradotto in carcere a Voghera. Al sopralluogo ha preso parte anche l'avvocato Marco Casali, legale di Andrea Castaldi, 42 anni, figlio della defunta. «Che ora – spiega – riveste il duplice ruolo di persona offesa e di indagato (perchè non essendo stata formalmente depositata la relazione del genetista forense, il pm non ha chiesto l'archiviazione per la sua posizione». «Rispetto al quadro tracciato dai carabinieri – prosegue Casali – non sono state rinvenute tracce ematiche che non fossero già visibili ad occhio nudo. La ricerca è stata fatta con "luminol", che consente di vedere tracce di sangue non visibili ad occhio nudo e con l'utilizzo di strumenti che consentono di verificare, nel caso la macchia sia visibile ad occhio nudo, se sia di sangue. L'esito è stato negativo». «Nulla di particolare, quindi, tranne una cosa – conclude Casali –, ossia l'ordine davvero strano trovato in casa: l'omicida, magari ubriaco, si è mosso tra stanze arredate con porcellane e cristalli. E non ha rotto nulla». (d.z.)