Inter, Thohir è realtà Moratti al passo d'addio

Con un fratello maggiore di nome Garibaldi, l'Italia e il senso dell'avventura erano probabilmente nel suo destino. Ma le tappe della carriera di Erick Thohir (43 anni), il magnate indonesiano in procinto di acquistare l'Inter, delineano un uomo d'affari pragmatico, perfezionista. Dopo la laurea negli Stati Uniti, ha iniziato già negli anni Novanta a costruire pezzo per pezzo il successo imprenditoriale del suo gruppo Mahaka Media: tv, giornali, radio, settimanali. Dalle automobili all'industria mineraria, Thohir prosegue la sua ascesa rimanendo comunque in una posizione subordinata rispetto al fratello Garibaldi. MILANO Si chiude la trattativa silenziosa per la vendita dell'Inter al magnate indonesiano Erick Thohir, un volto e un nome fino a poco tempo fa sconosciuti in Italia: Massimo Moratti sta per cedere la società a una persona che ha incontrato vis-a-vis appena un paio di volte. Lo stato d'animo del presidente non può essere sereno, a malincuore deve compiere un passo difficile, forse il più difficile di una vita. La pressione debitoria non lasciava spazio ad alternative e, alla fine, il momento è arrivato. Ieri Erik Thohir, accompagnato dal suo braccio destro Jason Levien, è arrivato a Milano per firmare un atto storico che segna la fine di un'epoca calcistica, quella dei Moratti durata in tutto 31 anni con una interruzione di 27 quando furono presidenti Fraizzoli e Pellegrini. Il tycoon asiatico ha pranzato con il presidente e suo figlio Angelo Mario. Giusto una chiacchierata, secondo Moratti che proprio non ha alcuna voglia di parlare. Un atteggiamento che va avanti da mesi in una trattativa condotta a fari spenti, spesso smentita come se non fosse mai iniziata. Adesso, sembra che tutto sia pronto per le firme, questione di ore, forse di giorni: entro il 31 luglio l'affare dovrebbe essere chiuso. I programmi potrebbero subire qualche lieve variazione per evitare la pressione dei media dopo le fughe di notizie di questi giorni. Lo studio del notaio è allertato per domenica dopo un lavorio complesso e meticoloso portato avanti dagli staff legali e finanziari delle parti. Giorni e notti a studiare carte, a limare accordi, a introdurre modifiche per non sbagliare niente: l'affare è mostruoso, le cifre da brividi. Thohir verserà poco meno di quattrocento milioni per avere tutta l'Inter. Acquisirà subito il 75%, il resto entro due anni. Moratti incasserà un assegno di circa 50 milioni a saldo dei debiti fuori dalla gestione ordinaria. Oltre duecento milioni saranno impegnati per ripianare la passività. Questo stando alla versione più accreditata riguardo ai termini di una trattativa misteriosa, avvolta da un riserbo quasi totale. L'Inter, a dispetto di una svolta epocale e certamente dolorosa per una famiglia che ne ha costruito il mito, prosegue la sua routine come se nulla fosse. Il club nerazzurro cambia pelle, modifica il suo dna, subisce una trasformazione scioccante. Il rischio è di perdere quella forte identità costruita mattone su mattone da Angelo Moratti prima e da suo figlio Massimo dopo e rafforzata nel tempo da personaggi leggendari come l'avvocato Prisco e Facchetti. I nuovi tempi sono imposti da inflessibili logiche di mercato dovute all'ingresso dei grandi e potenti investitori internazionali.