«Vecchio S. Matteo a pezzi non si rimanda il trasloco»
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA «L'ospedale è vecchio, sta andando a pezzi. Il trasloco al Dea non può essere rinviato. Appena sarà pronto cominceremo a trasferire i reparti, pensiamo da dicembre». Il direttore generale del San Matteo Angelo Cordone esce dalla riunione settimanale del "gruppo di pilotaggio", il comitato ristretto che segue passo per passo il cantiere del Dea. «Stiamo rispettando le tappe programmate – conferma Cordone –. Dal punto di vista strutturale mancano quasi solo le finiture. Le aree di degenza sono tutte arredate, i bagni sono in posa d'opera. E stiamo installando i macchinari. Ma ci stiamo portando avanti anche con i collaudi: si procede a lotti ed è stato completato già il 60%. Sono già partite anche le procedure per l'accreditamento». Sul piazzale asfaltato di fresco gli operai hanno già tracciato le strisce bianche della segnaletica orizzontale. E sono fiorite le rose rosse delle aiuole. L'altra mattina un tir ha consegnato una tac di ultima generazione (a 640 strati), che permetterà diagnosi di alta precisione e potrà eseguire anche le coronarografie e le indagini sui tessuti molli. E' stata appena montata all'interno della Radiologia, alle spalle del nuovo Pronto soccorso ed è ancora impacchettata con il cellophane. A giorni sarà recapitata anche una seconda tac ( a 160 strati) che completerà il parco delle apparecchiature radiologiche del Dea. «Disporremmo di una diagnostica per immagini di alta tecnologia. In appoggio a un pronto soccorso di terzo livello» dice Cordone. Ma per farlo funzionare, fanno notare i sindacati, il personale in servizio non basta. Solo nell'Obi (il reparto di osservazione breve) i posti letto previsti sono 20, il doppio di quelli attuali. «Attiveremo progressivamente letti e servizi – spiega il direttore generale – perché i pazienti hanno diritto a un ospedale moderno, a prestazioni assistenziali adeguate e anche al comfort. Aspetto, quest'ultimo che il vecchio San Matteo non riesce più a garantire». Si fa manutenzione solo se indispensabile, risorse e sforzi vengono dirottati ormai sul Dea. «Per quanto riguarda il personale abbiamo completato i concorsi –aggiunge Cordone –. A settembre con il presidente Moneta, che segue in prima persona la questione, chiederemo alla Regione un'ulteriore deroga alle assunzioni». Riunioni tecniche ogni martedì mattina. Sotto data saranno convocate ogni due giorni. L'inaugurazione è prevista per la fine di ottobre. «La struttura è vecchia e va lasciata appena possibile, anche se dovremo attendere che il nuovo sia tutto collaudato da punto di vista tecnico e amministrativo e accreditato» chiarisce Cordone. Dove nel 2014 entreranno pazienti e visitatori adesso c'è un muro, una parete che sarà abbattuta e che per il momento chiude un corridoio del vecchio pronto soccorso, nella palazzina di Ortopedia. Quando verrà il momento sarà demolita aprendo il varco che porta al tunnel e alle scale mobili di ingresso al Dea. Un altro tunnel verrà realizzato a un livello più basso. Ed è questo l'ultimo vero lavoro di edilizia che ancora manca. Per eseguirlo sarà necessario spostare le apparecchiature della Radiologia, creando probabilmente un "reparto volante" in appoggio al pronto soccorso. Cardiologia e Cardiochirurgia lasceranno i Reparti Speciali ed entreranno al Dea. Mentre Oculistica e Otorino saranno ricollocate nell'attuale palazzina di Ortopedia, liberata da chirurgia vascolare, neurochirurgia e Rianimazione. Al Dea anche il blocco materno infantile, con Ostetricia-Ginecologia, patologia neonatale e il Nido. Mentre la Pediatria si allargherà nella palazzina dov'è attualmente creando una struttura a misura di bambino.