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il dibattito Le legge anti-omofobia per noi è sbagliata nIl Parlamento sta per discutere un disegno di legge, di iniziativa bipartisan, detto "di contrasto all'omofobia e alla transfobia". Scopo dichiarato sarebbe quello di meglio tutelare persone con un orientamento sessuale diverso da quello eterosessuale. In realtà tale disegno di legge, come diversi specialisti hanno sottolineato, è inutile e dannoso. Inutile, perché le leggi penali vigenti nel nostro ordinamento, che prevedono reati e circostanze aggravanti, valgono già a proteggere efficacemente le vittime di odiose aggressioni e molestie motivate dall'orientamento sessuale. Dannoso, perché introduce criteri di identificazione delle persone non fondati su elementi oggettivi come il sesso (ricavabile non solo dagli organi sessuali, ma anche dal Dna), ma su variabili soggettive come la percezione che si ha di sé in un certo momento: uomo, donna, lesbica, trans, omosex, bisex, ecc. Inoltre, asserendo di voler punire ogni discriminazione o incitamento alla discriminazione fondati sull'orientamento sessuale, questo progetto di legge potrebbe punire con la reclusione fino a un anno e sei mesi chi, con articoli, conferenze o interventi pubblici in genere, si opponesse ad esempio alle nozze gay, oppure si dicesse contrario alle adozioni da parte di coppie omosessuali. Queste opinioni potrebbero infatti essere ritenute discriminatorie. Il carattere indeterminato delle condotte penalmente rilevanti rende questa legge suscettibile di interpretazioni così estensive da mettere in serio pericolo la libertà di espressione del pensiero, la libertà religiosa e, potenzialmente, finanche la libertà educativa dei genitori rispetto ai figli (comprensiva dell'educazione in tema di sessualità), beni tutti protetti dalla Costituzione. L'Ugci Pavia invita pertanto a firmare online l'appello per fermare tale disegno di legge. Ilaria Pisa ufficio stampa Unione Giuristi Cattolici Pavia pavia Del centro storico rimarrà qualche foto n Dall'articolo della "Provincia pavese" del 18 luglio si apprende che il sindaco Cattaneo e l'assessore Bellaviti, durante la conferenza stampa di illustrazione del Pgt, hanno fornito dei dati sulla cementificazione delle aree agricole e verdi della città dai quali si direbbe, come nel sottotitolo, "Non è il Pgt del cemento". Non è vero: tali dati non trovano riscontro nella realtà. Infatti alle pagine 21 e 22 delle osservazioni della Regione Lombardia troviamo i metri quadri di aree di suolo agricolo che potranno essere effettivamente trasformati: essi sono complessivamente 62,7 ettari, pari a 627.000 metri quadrati di superficie totale da urbanizzare. A questi bisogna aggiungere 149.000 mq delle aree che erano state escluse dal Consiglio comunale e che sono state reindrodotte, senza alcuna giustificazione e nel silenzio dei consiglieri di maggioranza che avevano con forza sostenuto l'esclusione. Gli effetti nefasti del Pgt ricadranno anche sul centro storico, su cui Pdl, Lega, sindaco e assessore tacciono, ma anche il Pd ha taciuto: forse non hanno compreso la portata delle norme. Abbiamo più volte, noi e le Associazioni ambientaliste, sottolineato le devastazioni che le regole di questo Pgt potrà produrre sui monumenti, sui palazzi storici e sul paesaggio urbano. Se queste norme verranno applicate, del centro storico di Pavia come oggi lo conosciamo resterà un ricordo e le future generazioni lo potranno ammirare in qualche fotografia o sentir evocare dalle nostalgie di qualche anziano. Paolo Ferloni, Walter Veltri, Stefania Vilardo Lista civica "Insieme per Pavia" precisazione Bugatti, lo studio e il procedimento nIn relazione all'articolo del 20 luglio "Il Cda dell'Università rinvia la sanzione a carico di Bugatti", in qualità di legale di fiducia del prof. Bugatti preciso che: 1) Il Cda non ha rinviato la sanzione a carico di Bugatti, ma ha rinviato il procedimento disciplinare, che potrà anche concludersi con una decisione che riconosca la correttezza del docente; 2) il prof. Bugatti non fa parte di uno studio associato, ma detiene una quota minoritaria di una società di capitali (che peraltro non è nemmeno una società di progettazione) e non svolge più attività libero professionale dal 2009. avv. Simone Porcu