«Senza nuove assunzioni niente trasloco al Dea»

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA «Senza nuove assunzioni non si va al Dea: servono 253 infermieri, tecnici e operatori sanitari per far funzionare la nuova struttura che rappresenta il rilancio del San Matteo». I sindacati lanciano un ultimatum alla Regione Lombardia alla quale, con un documento sottoscritto anche da direzione e consiglio di amministrazione, battono cassa per l'autunno. Lunedì mattina il presidio, ieri l'assemblea del personale, 250 persone presenti all'appello, «un buon numero se si pensa che siamo a fine luglio e le ferie sono iniziate da un pezzo» commentano nel cortile sotto le finestre della dirigenza prima di sfilare per i viali dell'ospedale. Domani l'incontro con il sindaco Alessandro Cattaneo e l'assessore provinciale Francesco Brendolise. Venerdì il vertice con i parlamentari pavesi. Stanno arrivando le ultime conferme. «I lavoratori del San Matteo hanno già dato troppo: soldi, sudore, fatica – hanno scritto i lavoratori su un cartello verde che un'infermiera porta in corteo – Adesso è ora che la Regione conceda le risorse necessarie al buon funzionamento del nostro ospedale». La convocazione pochi minuti dopo le 8. Poi la richiesta di incontrare i vertici della fondazione. Il direttore sanitario, Pasquale Pellino, fa aprire le porte del salone, al primo piano. «Vogliamo garanzie dalla Regione perché prima dell'inaugurazione del Dea, prevista per la fine di ottobre, autorizzi le assunzioni: i numeri attuali bastano a malapena a garantire i livelli minimi di assistenza di quello attuale e in alcuni settori neanche quello». C'è al momento un ok alla chiamata di 33 infermieri, il concorso è terminato e le procedure partiranno a breve. In sedici pagine di relazione i sindacati hanno messo in fila i numeri dell'ospedale: 1044 posti letto, 11.706 ricoveri solo da gennaio ad aprile 2013 e il personale ridotto all'osso con 314 limitazioni temporanee e permanenti, quasi 900 lavoratori del comparto costretti a fare il triplo turno nei reparti. «Insostenibile. Senza personale invece di aprire il nuovo ospedale finiremo per chiudere il vecchio» dicono i sindacati che per sostenere la causa si sono ricompattati: Cgil, Cisl, Uil, Fsi, Fials, Nursing up e rsu. «La relazione che documenta la carenza è stata sottoscritta dal consiglio – dicono – Speriamo che non si sia trattato solo di cortesia ma che ci credano tutti». Che il Pirellone conceda 253 assunzioni però non sembrano crederlo in tanti. La direzione ha nel cassetto anche un piano B. «Nella peggiore delle ipotesi il Dea comunque verrà aperto, faremo delle scelte insieme, condivise» dice Pellino. Una prospettiva che non piace ai sindacati che invece vogliono garanzie anticipate. «Siamo sulla stessa barca – ribadisce più tardi il presidente Moneta –. Abbiamo già ottenuto dall'assessore Mantovani la convocazione per settembre di un tavolo tecnico in Regione. Il nostro obiettivo è di inaugurare il Dea a Ottobre e di traslocare i primi reparti a dicembre».