Il Papa a Rio, assalto della folla
ROMA Il primo viaggio internazionale di papa Francesco è iniziato con un incredibile fuori programma: il corteo papale è rimasto a intrappolato in mezzo alla folla lungo le strade di Rio De Janeiro, apparse sprovviste di qualsiasi dispositivo di sicurezza. Gli uomini della Gendarmeria vaticana sono stati costretti a scendere dalle vetture che scortavano la modesta Fiat Idea su cui viaggiava per garantire la sicurezza del Pontefice che, tuttavia, non ha mai alzano il finestrino per impedire alla gente di avvicinarsi. Mani e oggetti sono riusciti superare l'apertura, raggiungendo il Papa. Solo dopo alcuni interminabili minuti, il corteo è riuscito a riprendere la marcia verso la residenza presidenziale, che il Papa ha raggiunto fendendo una folla immensa a bordo della "papamobile" bianca su cui è salito dopo avere abbandonato l'utilitaria. A palazzo il Papa è stato accolto dalla presidente Dilma Rousseff, la prima a salutarlo al suo arrivo, ai piedi dell'aereo, dove l'aveva accolto assieme a due bambini. Per il Pontefice si è aperta così la settimana dell'abbraccio con i due milioni di ragazzi accorsi a Rio per la Giornata mondiale della Gioventù, a cui arriva con una grande preoccupazione. «Corriamo il rischio, per la crisi, di avere un'intera generazione che non ha lavoro» ha confidato ai settanta giornalisti che lo hanno accompagnato, a cui ha anticipato i temi del viaggio: non isolare i giovani, ridare loro dignità, combattere il rischio di avere una generazione senza lavoro. Viaggio apostolico, dunque, ma non solo. E che voglia imprimere il suo stile anche nei viaggi internazionali, papa Francesco lo ha dimostrato subito: sia aggiungendo al programma ufficiale la visita a una favelas e a un ospedale per i tossicodipendenti, sia nelle formalità. Ieri salendo a bordo dell'A330 dell'Alitalia che lo ha portato a Rio ha compiuto un altro dei gesti che stanno rivoluzionando lo stile pontificio: mai si era visto un Papa partire portandosi da solo il bagaglio a mano. Una borsa nera che Bergoglio ha tenuto con sé sia durante il colloquio col premier Enrico Letta, sia mentre saliva sulla scaletta. Poi sul volo l'incontro con i giornalisti. A nome dei cronisti, Valentina Alazraki, messicana, ha donato al papa un'icona della Madonna di Guadalupe. A lei, che aveva scherzato sul fatto che spesso i giornalisti vengono dipinti come «leoni» il Pontefice ha risposto: «Io sono qui tra i leoni, ma non oggi, non qui. Vi chiedo di collaborare in questo viaggio per il bene dei giovani e degli anziani». (f.cup.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA