IL PASTORE DELLE FAVELAS

di PAOLO SACREDO In Vaticano si dice che questo sarà uno dei pochi viaggi internazionali di papa Francesco. «A Bergoglio non piace molto muoversi dalla Santa Sede, preferisce essere conosciuto come vescovo di Roma e comunque nei prossimi mesi sarà impegnato nella riforma della Curia» affermano più fonti concordanti. Eppure questo sarà un viaggio fondamentale per Francesco. Il Pontefice arriverà infatti nel continente in cui si è formata la sua vocazione, un continente in ascesa economica e sociale ma caratterizzato da forti disuguaglianze. Insomma, il Brasile è un po' il paradigma di tutto il Sud America: tassi di crescita di poco inferiori al 4% medio annuo nell'ultimo triennio, ma con due abitanti su dieci che vivono sotto la soglia di povertà e una crisi economica che sta facendo venire meno conquiste salariali e assistenziali. E proprio ai temi economico-sociali sarà dedicata una parte di questa visita. Francesco ha voluto con forza che nel programma di questa cinque giorni fosse inserito per sabato un incontro con la classe dirigente del Paese, un'occasione di confronto con politici, imprenditori, uomini dell'alta finanza. A loro, dirà che la ricchezza ha senso se inserita in un progetto di sviluppo globale e che intere fasce della popolazione hanno diritto a un futuro più certo, nel rispetto dell'ambiente, del proprio credo politico-religioso, di una piena cittadinanza per tutti. Il lavoro sarà uno dei temi affrontati dal Papa in terra carioca. Perché se è vero che in Brasile lo scorso anno la disoccupazione ha toccato il picco minimo del 4,6%, in tante favelas raggiunge vette del 26%, e sono ancora in tanti coloro che per effetto di scarse opportunità preferiscono puntare sul commercio delle armi o della droga per sbarcare il lunario. E' in questo quadro che si inserisce giovedi la visita alla favela Varginha di Rio quando entrerà nella casa di una famiglia, che saprà solo nella prima mattinata di essere stata prescelta per evitare l'assalto delle troupe televisive. In questa baraccopoli il Papa chiederà l'attenzione delle autorità per quegli 11 milioni di persone che in Brasile vivono in quelle case fatte di lamiera, ma si rivolgerà anche agli abitanti delle favelas esortandoli a non rassegnarsi a una vita immersa nella povertà. Ma questo è un viaggio che ricalca "i sentieri della fede" di cui più volte aveva parlato Benedetto XVI. Fu infatti Ratzinger a scegliere Rio de Janeiro per la Giornata Mondiale della Gioventù del 2013. Anche Francesco è convinto che sia necessario ripartire dai giovani per far rinascere e dare nuova credibilità alla Chiesa del Terzo Millennio. E l'America Latina è un continente chiave in questa battaglia contro il secolarismo. Una battaglia difficile da vincere se si pensa che dei 196 milioni di abitanti brasiliani, in una decina di anni la quota di cattolici è passata dal 74% al 65%. Al contempo sono aumentati i protestanti e gli aderenti alle sette. Il vescovo ausiliare di Rio monsignor Cesar Costa è convinto che «il Papa attragga più persone del futbol» ma per padre Francisco Catao dell'Istituto Salesiano di San Paolo «la Chiesa non parla più alla società. La gente tornerebbe se si sentisse ascoltata». Insomma, non paga mettere l'accento quasi esclusivamente sui temi etici, sulla morale sessuale. E forse, il messaggio diretto ed emozionale di Papa Francesco può essere un antidoto all'anoressia comunicativa di cui la Chiesa è vittima da una decina di anni a questa parte. ©RIPRODUZIONE RISERVATA