Temi etici, la "moratoria" non convince
Una moratoria legislativa su tutti i temi eticamente sensibili. La chiedono un gruppo di Parlamentari del Pdl (Lupi, Carfagna, Gelmini, Sacconi e altri) che non vogliono più divisioni, soprattutto nel loro partito, e spiegano che in questo momento è meglio evitare temi che possono essere «divisivi». Non tutti, però, nel Pdl condividono la tesi, come dimostrano le immediate reazioni di Sandro Bondi («No alla moratoria, serve il confronto») o di Giancarlo Galan: «Serve una politica culturalmente attiva e capace di affrontare un dibattito per raggiungere una sintesi». Ma è soprattutto il Pd a dire «no,» con Walter Verini e Ivan Scalfarotto: «Non crediamo siano necessarie moratorie di alcun genere. Il testo sull'omofobia è calendarizzato in Aula per il 26 luglio e riteniamo che questo traguardo di civiltà debba essere obiettivo condiviso da tutti». I testi che rischierebbero di venire congelati in caso di moratoria sono infatti sostanzialmente due: quello sull'omofobia, ormai in dirittura d'arrivo a Montecitorio e quello sulle unioni civili il cui esame è in corso nella stessa commissione del Senato. «Se non facciamo queste leggi» interviene Benedetto Della Vedova (Sc), «siamo fuori dell'Ue». Il dibattito sulle leggi etiche, insomma, divide soprattutto il partito di Berlusconi.